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Nuova Zelanda: settimana lavorativa di 4 giorni per rilanciare il turismo interno

Jacinda Ardern, premier della Nuova Zelanda
Jacinda Ardern, premier della Nuova Zelanda   -   Diritti d'autore  MARK MITCHELL/AFP or licensors
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Una settimana lavorativa di quattro giorni per rilanciare il turismo nel paese e l'economia messa in ginocchio dal Covid-19. A lanciare l'idea è stata la premier della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, che ne ha parlato in un video pubblicato su Facebook subito dopo il suo ritorno da Rotorua, città dell'Isola del Nord tra le principali mete turistiche del paese.

Un'idea che non è legata a nessuna iniziativa legislativa: la premier si è semplicemente limitata a incoraggiare i datori di lavoro che se lo possono permettere a valutare questa soluzione "se è qualcosa che funziona per la loro azienda, perché certo aiuterebbe il turismo in tutto il paese".

Tre giorni liberi alla settimana potrebbero spingere i neozelandesi a viaggiare di più all'interno del paese. Al momento le frontiere della Nuova Zelanda sono chiuse e gli unici spostamenti consentiti sono quelli all'interno dei confini nazionali.

The last place I visited before lockdown was Rotorua, so it felt fitting to be back there today. Really important...

Publiée par Jacinda Ardern sur Lundi 18 mai 2020

In Nuova Zelanda non è la prima volta che si parla di una settimana lavorativa di quattro giorni. Nel 2018 Perpetual Guardian, uno studio legale con più 200 dipendenti, l'ha introdotta con risultati positivi.

Andrew Barnes, fondatore dell'azienda, ha detto che la produttività è aumentata. Barnes ha subito appoggiato la proposta del primo ministro. Come tanti paesi, anche la Nuova Zelanda va incontro ad un periodo di recessione economica, anche se grazie a misure tempestive l'impatto della pandemia sul paese è stato contenuto: finora ci sono circa 1.500 casi confermati e 21 morti.