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Coronavirus: Pompei non si è mai fermata ed è pronta a riaccogliere i visitatori

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Coronavirus: Pompei non si è mai fermata ed è pronta a riaccogliere i visitatori
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Una piazza vuota, circondata dall'imponente presenza del suo splendore storico. E' questa la vista che i primi visitatori di Pompei devono avere ammirato alla fine del XVIII secolo, quando le prima vestigia della città annientata dalla furia del Vesuvio sono riemerse, dopo quasi due millenni di oblio. La chiusura a causa della pandemia di Covid-19 ha ovviamente riguardato anche Pompei, ma in questi due mesi di lockdown, il parco archeologico non ha mai interrotto le sue attività e i lavori di restauro di case e giardini sono andati avanti senza sosta.

Presto Pompei riaprirà, ma nel rispetto degli standard di sicurezza previsti. Braccialetti elettronici e app guideranno i visitatori su percorsi predefiniti, riducendo al minimo il rischio di assembramento. Termo scanner, fasce orarie e percorsi predefiniti. Ecco come uno dei siti archeologici più famosi al mondo accoglierà i suoi visitatori all'inizio di giugno. In più sarà possibile visitare delle domus, che non sono mai state viste prima.

"Si aprono case, che non sono state mai aperte al pubblico, questo è molto importante", spiega ai nostri microfoni il direttore generale, Massimo Osanna. "E l'idea era anche questa: quella di approfittare di questa contingenza difficile per lavorare per il pubblico e dare di Pompei un'immagine nuova. Nuove case, che hanno giardini, spazi aperti. Come questa, che non era aperta da molto tempo. Ci stiamo lavorando con attività di manutenzione, per far sì che anche questo splendido peristilio sia presto visitabile".

Nel frattempo, i visitatori online possono godere di una nuova prospettiva sugli scavi, attraverso tour guidati dal direttore Osanna. In un paio di settimane, la magnificenza di Pompei sarà di nuovo disponibile al grande pubblico e questo significherà un passo avanti fondamentale per il vero ritorno alla normalità, non solo in Italia.

"Perché Pompei non solo rappresenta l'identità di un territorio, ma anche quella europea", dichiara Osanna. "Ha contato talmente tanto nella cultura europea a partire dal '700, che non può che ritornare aperta e fruibile per tutti i cittadini",