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Il cacciatore di turisti sui tetti degli scavi di Pompei

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Di Euronews
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L'architetto nel parco archeologico
L'architetto nel parco archeologico   -   Diritti d'autore  Antonio Irlando
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A Pompei i visitatori possono di nuovo entrare nella città romana dissepolta dopo l'eruzione del Vesuvio e passeggiare nel silenzio, tra capitelli e domus, in un'atmosfera unica dovuta alle misure anti-Covid. Ma, incuranti dei pericoli e della storia, i più indisciplinati si arrampicano sui monumenti. "Eccoli, in piedi sui muri, mentre parlano al telefono, oppure seduti su colonne e fontane", mostra le immagini Antonio Irlando, fino ad arrivare all’ultima: la donna che ha immortalato sul "tetto che scotta", intenta a farsi un selfie nel punto più alto delle Terme da poco restaurate. Una foto, accompagnata da un messaggio ironico sul distanziamento obbligatorio, rilanciato dal quotidiano _Il Mattino _di Napoli e al centro di un'inchiesta aperta dal Parco archeologico e dalla Procura della Repubblica.

L'architetto, 63 anni e almeno un giorno a settimana trascorso negli scavi, è il "cacciatore di turisti". Segnala gli incivili per proteggere un luogo che ama, guida un osservatorio per la tutela con tante, troppe denunce all'attivo. "Il 24 luglio - racconta Irlando a Euronews - sono stato qui assieme ad amici e, percorrendo via di Nola, ho notato un gruppetto di tre persone a una quota anomala, nello skyline. Raggiunto l'edificio, ho visto la giovane signora intenta a farsi un selfie: era salita da una scala che avrebbe dovuto essere probita da un cordolo invece divelto".

Non un episodio isolato. Il professionista aggiunge di aver convinto altri italiani e stranieri a non attraversare la zona off-limits. "A rischio di danneggiamenti e, soprattutto, a rischio di incidenti", spiega. Ma, dal 15 agosto, da quando ha pubblicato tutto sui social, continua la ricerca della protagonista del "gesto irresponsabile" (così lo definisce in una nota del Parco), sanzionato con una multa da 1000 a 3000 euro, e da 3 a 12 mesi di reclusione.

Irlando ora ne approfitta per sollecitare un rafforzamento della vigilanza e ricordare l'importanza di trasmettere la memoria. Per restituire un'identità, non solo personale. Nostra.

Qualche informazione sugli scavi archeologici

La visita ai tempi del Coronavirus

Sono ammessi fino a 500 visitatori ogni 15 minuti (ore 9-13) e massimo 300 per turno (13-19, ma ultimo ingresso 16,30).

Accesso da tre varchi: Porta Marina, Piazza Anfiteatro e Piazza Esedra. Due gli itinerari a senso unico, segnalato all’interno del sito (seguire sempre la freccia di colore del percorso scelto). Previsto un percorso per disabili.

Mascherina raccomandata all'aperto, obbligatoria in tutti i luoghi chiusi. Distanza tra persone di 1 metro all'aperto e 1,5 al chiuso.

Guida all'acquisto del biglietto

Per garantire una visita in sicurezza, è consigliata la app “My Pompeii” (Apple Store e Google Play Store) che consente di scansionare il QR code del biglietto e iniziare il tour all’interno del sito. E visualizzare su una mappa, in tempo reale, il numero di visitatori presenti lungo il percorso per evitare affollamenti.

Le Terme e le domus riaperte

Le Terme sono note per gli affreschi erotici dell’Apodyterium (spogliatoio), che contrassegnavano le casette poggia vestiti. Risalendo verso il Foro, si raggiunge la casa del Fauno e, verso via del Vesuvio, la domus degli Amorini dorati o quella con l’affresco di Leda e il cigno (visibile solo dall'esterno). Da via Stabiana si arriva poi alle Terme centrali e alla casa di Marco Lucrezio fino al quartiere dei Teatri, passando per la casa del Criptoportico e del Menandro.

Un altro itinerario proposto è all’insegna del verde: si sviluppa dall’ingresso di piazza Anfiteatro, con tappa nel giardino della Palestra grande o nell’Anfiteatro, attraversando i Praedia di Giulia Felice tra alberi di melograni e il bel portico fiorito, fino alla casa di Octavio Quartio con il suo canale con le vasche, un tempo animato da giochi d’acqua.

C'è poi la domus della Nave Europa con il vigneto sul retro restituito al suo splendore.

La mostra fino al 31 gennaio nella Palestra Grande

Venustas, grazia e bellezza a Pompei propone creme, trucchi, bagni di profumo, specchi per ammirarsi, ornamenti per abiti e gioielli, amuleti, statuette e preziosi dedicati agli dei. Oggetti di vezzo e di moda. Oggi come nell’antichità.

I turisti nel Parco archeologico:

3.937.468 nel 2019

Dettagli e link sul sito ufficiale del Parco archeologico