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La carestia negli zoo dei paesi in pandemia

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La carestia negli zoo dei paesi in pandemia
Diritti d'autore  AFP
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La pandemia delle società occidentali si trasforma in carestia per gli animali degli zoo, qui siamo nella regione di Kiev, Ucraina dove il gestore di un giardino zoologico non ha più soldi per sfamare i suoi ospiti. La carne bovina costa troppo come altri alimenti della dieta animale.

A corto di visitatori

"La nostra unica fonte di reddito è la biglietteria d'ingresso. Con lo zoo in quarantena, non possiamo far entrare nessuno, ma dobbiamo continuare a nutrire gli animali come prima e questa è la cosa più difficile per noi". Spiega Mykhailo Pinchuk. Il suo è probabilmente il più grande zoo privato ucraino pieno di scimmie, leoni e tigri che stanno dimagrendo. Il costo del sostentamento degli animali di questa struttura si aggira sui 20 mila euro al mese, ci sono state delle raccolte fondi ma non bastano. Pinchuk, che ha anche un'impresa immobiliare, ha affermato di aver cercato di ridurre i costi il ​​più possibile, licenziando personale non essenziale e semplificando le diete specializzate degli animali.

La tenerezza degli oranghi

"Il modo in cui gli oranghi ci guardano quando usciamo dalla gabbie è straziante. Ripassi e non capiscono perché non entri così si accucciano alla porta piangendo a braccia aperte... " prosegue Pinchuk. Un forte calo delle entrate dovuto al lockdown nazionale per contenere la diffusione del virus ha duramente colpito tante persone ma anche parchi così. Istituito nel 2015, lo zoo si trova nella periferia del villaggio di Demydiv, a circa 40 chilometri a nord di Kiev e ospita circa 450 animali tra cui anche leopardi, orsi e giraffe.

Chiuso per quasi due mesi, lo zoo non guadagna più entrate dai visitatori e ha recentemente lanciato un appello urgente al pubblico per le donazioni. Oltre ai mangimi, ci sono altri costi di manutenzione, ha affermato Pinchuk, aggiungendo che è anche importante mantenere calde le gabbie degli animali esotici.