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Israele: la sorte di Netanyahu (e del governo) nelle mani dei giudici

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Israele: la sorte di Netanyahu (e del governo) nelle mani dei giudici
Diritti d'autore  Tsafrir Abayov/Copyright 2020 The Associated Press All rights reserved
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L'opposizione al governo di emergenza nazionale in Israele tenta di andare all'incasso.
Disarcionare Benyamin Netanyahu e, con lui, il suo alleato ex avversario di campagna elettorale Benny Gantz è al centro delle petizioni presentate alla Corte Suprema, che ha iniziato nelle scorse ore l'esame delle istanze.

L'Alta Corte esamina le istanze contro il governo

Dopo aver combattuto l'uno contro l'altro in tre elezioni inconcludenti nell'ultimo anno, Netanyahu e Gantz hanno imputato all'epidemia di coronavirus la necessità di addivenire a un accordo di condivisione del potere. 11 togati sui 15 del Tribunale Supremo dovranno adesso deliberare sulla possibilità che Netanyahu - incriminato di corruzione, frode e abuso di potere - formi un nuovo esecutivo.
Le manifestazioni a sostegno e contrarie al presidente del Likud, che si sono svolte nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid 19, hanno scandito le tappe della battaglia legale.

Israele: all'orizzonte la quarta elezione in poco più di un anno?

La decisione della Corte, attesa per la fine di questa settimana, si sta delineando come un momento di svolta nella storia di Israele. Una sentenza che impedisca a Netanyahu di dare vita al governo condurrebbe quasi certamente a una quarta elezione consecutiva in poco più di un anno, una situazione inedita e difficile da gestire in un Paese lacerato dalla divisione politica.

"L'Alta Corte di giustizia sta affrontando il suo verdetto più importante di sempre", ha scritto sul quotidiano Haaretz l'ex primo ministro Ehud Barak, un convinto critico di Netanyahu.

Il presidente della Corte, Esther Hayut, ha deciso che le udienze saranno trasmesse dal vivo.