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Covid-19: cittadini in diaspora, avviate le operazioni di rimpatrio

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Covid-19: cittadini in diaspora, avviate le operazioni di rimpatrio
Diritti d'autore  Arek Rataj/Arek Rataj
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La Francia ha iniziato questa settimana a rimpatriare migliaia di suoi cittadini - vacanzieri o espatriati - bloccati in Australia a causa della pandemia di Covid 19. Con il confinamento, molti hanno perso il lavoro. In 12.000 in 46 paesi sono rimasti in attesa di rientrare dopo la chiusura delle frontiere. Il governo francese ha noleggiato tre Airbus A-380 di Qatar Airways per riportarli a casa

"Certo, c'è chi vorrebbe poter tornare più velocemente - dice Eric Chevallier, direttore del Centro di crisi e di sostegno del Quai d'Orsay - ci sono domande, anche preoccupazioni di tanto in tanto, ed è comprensibile, ma quello che posso dirvi è che anche così, agevolando il rientro di più di 120.000 persone, c'è un sistema molto attivo".

Anche i tedeschi in diaspora premono per rientrare entro i confini nazionali. Per agevolare le operazioni è stato istituito uno speciale "centro di crisi", che ha già riportato a casa 183.000 persone, per lo più da destinazioni di vacanza facilmente accessibili.
Tuttavia molte migliaia sono ancora in attesa del ritorno: 2.000 in Perù, 4.000 in Sudafrica, solo per citarne alcuni.
Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco, invita ad avere pazienza: "Stiamo lavorando su più fronti. Abbiamo trovato soluzioni in passato e così sarà ancora".

All'inizio della settimana ci sono state segnalazioni di cittadini di diversi paesi dell'Asia centrale fermi per giorni negli aeroporti di Mosca. Si ritiene che circa 200 kirghisi siano bloccati a Novosibirsk in seguito alla chiusura delle frontiere.