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Stati Uniti, coronavirus: dietrofront di Trump, quarantena, anzi no

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Stati Uniti, coronavirus: dietrofront di Trump, quarantena, anzi no
Diritti d'autore  Bebeto Matthews/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Con oltre 116.000 casi di contagio e quasi 2000 morti, gli Stati Uniti sono attualmente il Paese più esposto al coronavirus. In visita alla base navale di Norfolk, il presidente americano, Donald Trump, ha abbandonato ogni perplessità e proposto il blocco di alcune aree di New York, New Jersey e Connecticut.

Un'ipotesi rientrata, come scrive lo stesso Trump su twitter, dopo la netta opposizione del Governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: su raccomandazione della task force coronavirus, la Casa Bianca ha dunque lanciato un'allerta spostamenti, che sarà amministrata dai governatori, come si legge nel tweet_:
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La quarantena è un'idea assurda, ha dichiarato il governatore Cuomo: "Sarebbe il caos - ha detto in un'intervista rilasciata alla CNN - una dichiarazione di guerra federale".
Ma sul fronte opposto Ron DeSantis, governatore della Florida, ha chiesto restrizioni di viaggio importanti, puntando il dito proprio contro i newyorkesi che non hanno rispettato le misure di prevenzione e diffuso l'epidemia al sud.

Come altrove nel mondo, anche negli Stati Uniti, il personale sanitario protesta contro la mancanza di sufficienti forniture mediche. I sindaci di 213 città degli Stati Uniti hanno però dichiarato di non avere risorse sufficienti per garantire i dispositivi di protezione individuale, e che non hanno modo di procurarli.