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Coronavirus: bloccati all'estero assaltano gli aeroporti, ma il volo non c'è

Turisti in attesa di essere rimpatriati a Tenerife, Canarie
Turisti in attesa di essere rimpatriati a Tenerife, Canarie Diritti d'autore  AP Photo/Andres Gutierrez
Diritti d'autore AP Photo/Andres Gutierrez
Di Gioia Salvatori & Cinzia Rizzi
Pubblicato il
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Migliaia gli europei bloccati all'estero dopo decreti che impediscono i voli internazionali o cancellazioni stabilite dalle compagnie aeree; il caso di 12mila francesi in Marocco

Studenti erasmus, expat, ma soprattutto turisti. Sono migliaia le persone bloccate all'estero e che non riescono a rimpatriare, mentre il contagio da Covid-19 avanza veloce e senza troppo preavviso. Tanti voli già previsti vengono cancellati, mano a mano che i Paesi si chiudono. Cadono come mosche sotto direttive urgenti dei governi o delle compagnie aeree. Lunedì mattina Air France-Klm ha annunciato di voler ridurre drasticamente la sua attività, del 70-90% per un periodo di due mesi, lasciando a terra l’intera flotta di Airbus 380 e del Boeing 747.

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Bloccati in Spagna

Alle Canarie i turisti si sono precipitati in massa all'aeroporto, per cercare di lasciare le isole, ma i voli sono pochissimi, tantissime le ore di attesa nelle sale degli scali. Due voli speciali della compagnia Neos Air, istituiti in coordinamento con l’ambasciata italiana in Spagna e con l’Unità di crisi, dovrebbero arrivare questa sera in Italia. A bordo, i connazionali rimasti bloccati a Fuerteventura e Tenerife. Un gruppo di italiani, che si trovava invece a Barcellona, si è messo in viaggio verso la penisola, su un autobus affittato dalla Lega. A bordo, il senatore del Carroccio, Gian Marco Centinaio e l'assessore leghista del Comune di Pisa, Gianna Gambaccini, in qualità di medico.

Il rientro procede bene. Abbiamo passato la frontiera italiana, tutti i partecipanti sono dotati di mascherine, gel...

Publiée par Susanna Ceccardi sur Lundi 16 mars 2020

"Provvedete con i vostri mezzi"

Un centinaio di italiani si trovano invece a Capo Verde. Un medico di Gorizia fa sapere che la situazione sulle isole al largo del Senegal potrebbe precipitare velocemente. "Al di fuori degli italiani, tutti i turisti degli altri Paesi europei continuano ad affluire senza controlli e la capacità di prestazioni sanitarie è limitata solo ad interventi basilari", ha dichiarato Francesco Carli. Le richieste all'ambasciata d'Italia a Dakar e alla Farnesina non avrebbero dato frutti, anzi la risposta sarebbe stata: "Provvedete con i vostri mezzi".

La solidarietà dei marocchini

E se decine di italiani rimasti in Marocco sono stati ospitati nelle case dei marocchini, i circa 12.000 francesi, mano a mano vengono rimpatriati, con diversi voli di Stato organizzati dal Ministero degli Esteri. "Siamo ostaggi in Marocco", spiega un turista transalpino. "Ci è stato detto di organizzarci con le nostre compagnie aeree, ma queste non possono fare nulla perché non ci sono più voli". Il Marocco, infatti, da venerdì ha fermato tutti i collegamenti internazionali, per contenere il contagio. 

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