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8 marzo: la Francia è un Paese per donne che lavorano

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8 marzo: la Francia è un Paese per donne che lavorano
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In Francia le donne sono eguali agli uomini più che altrove, se si ragiona in termini di parità di genere sul posto di lavoro. Lo sostiene uno studio realizzato dalla società Equileap, che prende come campione 255 grandi aziende europee: l'indagine tiene conto dei differenziali salariali, delle posizioni ricoperte o anche dei congedi di maternità e di parternità.
La Francia, con 52 punti su 100, si colloca davanti a Svezia, Spagna, Germania e Italia. Salda in testa alla classifica, dunque, ma il punteggio supera a malapena la media.

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La strada è lunga, ma illuminata dalla maggiore consapevolezza che la riduzione del gender gap nelle aziende, oltre che etica, aumenta produttività e fatturato.
Marlène Schiappa, ministro francese per le pari opportunità, non si culla sulla buona performance: "Penso che il peggiore errore sia dire che va tutto meravigliosamente - commenta - sostenere che la Francia è una nazione egualitaria, che ha raggiunto le massime conquiste nell'uguaglianza di genere. Ma è anche un errore se rimaniamo concentrati sui problemi".

Francia: quote rosa e qualità del lavoro femminile

Più in dettaglio, nelle aziende le donne rappresentano solo il 17% dei dirigenti, il 25% dei senior manager, ma il 44% siede nei consigli di amministrazione. Una parte importante è legata a una quota imposta da una legge del 2011. Secondo il gabinetto responsabile dello studio, questo è il motivo per cui la Francia occupa il primo posto. Stabilire una percentuale femminile nelle aziende può dunque rappresentare una soluzione, come spiega Marlène Schiappa: "Per me, applicare le quote è una buona idea. Le statistiche dimostrano che se ci sono le quote, c'è maggiore pariità. Ho sentito dire che lnon sono una buona idea, che contano solo le competenze. Ma, anche quando ci sono le competenze, gli uomini sono privilegiati".

Nel piano di lotta contro le disuguaglianze di genere, le quote sembrano dunque essere uno strumento privilegiato in Francia. L'obiettivo annunciato è quello di estenderle ad altri organi come i comitati di gestione.