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8 marzo: in Pakistan dove pedalare è un gesto rivoluzionario

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8 marzo: in Pakistan dove pedalare è un gesto rivoluzionario
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In Pakistan la donna, ancor più se povera, non ha diritti, non va a scuola, non può difendersi né prendere decisioni. Con una popolazione di circa 207 milioni di abitanti, compresi circa 80 milioni di bambini in età scolare, il Paese ha quasi 22,5 milioni di bambini non scolarizzati, la maggior parte ragazze, secondo un rapporto pubblicato da Human Rights Watch nel 2018.
Ma qualcosa sta muovendo le coscienze. A Liray, uno dei quartieri più poveri della città portuale pakistana di Karachi, le ragazze lavorano per emanciparsi, anche attraverso lo sport. Pedalare a Karachi può essere un gesto rivoluzionario.

La sfida delle giovani cicliste di Karachi

"Quando abbiamo iniziato ad andare in bicicletta c'erano molti problemi - racconta Shams Un Nissa - sentivamo brutti commenti, la gente ci tirava persino le pietre, ma a poco a poco siamo diventate più sicure di noi stesse e siamo andate avanti. Adesso è diventato normale".

Il gruppo ciclistico femminile è nato da un'idea del Lyari Girls Café, una ong con sede in Germania, che promuove una varietà di corsi, anche professionali, per accrescere le competenze delle giovani donne. In vista della Giornata internazionale della donna dell'8 marzo, le ragazze si confrontano con gli stereotipi di genere e investono nel futuro.

Il Pakistan non è (ancora) un Paese per donne

Spiega Shahzia Khan dello staff del Lyari Girls Café: "Le nostre 2000 studentesse hanno terminato diversi corsi, come quelli di cucito o per diventare estetista. Abbiamo molte storie di successo: per esempio, le donne che hanno imparato ad applicare l'henné e che hanno iniziato a lavorare a casa".
La Karachi che fa resistenza al cambiamento, quella ancora dominante, guarda con fastidio alla piccola avanguardia femminile. Una residente esprime il suo dissenso: "Non so cosa stiano facendo, non possiamo interferire con loro. Stanno sbagliando, ma non posso dirlo".

Sport, lavoro e domani le pakistane rilanciano con una grande marcia a Islamabad, nonostante la contrarietà dei gruppi radicali islamici. "La manifestazione è contro le regole dell'Islam", dicono, annunciando azioni di disturbo.