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Giappone: mandato d'arresto per la moglie di Ghosn

Giappone: mandato d'arresto per la moglie di Ghosn
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Dopo di lui la moglie. un tribunale di Tokyo ha spiccato un mandato di arresto per la consorte di Carlos Ghosn, Carole Ghosn. L'accusa è falsa testimonianza, l'avrebbe resa a una corte giapponese lo scorso aprile.

La donna, anche lei con cittadinanza libanese, è sempre stata una strenua sostenitrice del marito, l'ex presidente del gruppo Renault- Nissan arrestato in Giappone per frode fiscale e fuggito rocambolescamente da Tokyo a Beirut il 29 dicembre.

La notizia arriva poche ore prima della conferenza stampa che Carlos Ghosn dovrebbe tenere dal Libano, Paese di cui è cittadino e dove è arrivato di nascosto con un jet privato partito da Osaka.

Improbabile che Ghosn presenzi al suo processo

Tra il Libano e il Giappone non ci sono accordi per l'estradizione ed è dunque remota l'ipotesi che l'ex CEO presenzi il processo nipponico a suo carico, nonostante la casa automobilistica Nissan abbia fatto sapere di essere determinata ad andare avanti con l'azione legale. Contro Ghosn è stato anche spiccato un mandato di cattura da parte dell'Interpol, notificato in Libano.

Intanto la Francia ha fatto sapere che, in caso di richiesta, non estraderà Carlos Ghosn.

La fuga da Osaka nascosto in una cassa

Intanto emergono nuovi dettagli sulla fuga di Carlos Ghosn, come ha poputo lasciare il Giappone, dov'era ai domiciliari? A quanto pare tranquillamente, in treno da Tokyo a Osaka, accompagnato da due uomini. Qui avrebb passato i controlli in aeroporto nascosto in una grande cassa per strumenti musicali. Il suo aereo, un jet privato che era venuto il giorno prima da Dubai, è poi decollato in direzione di Istanbul. Ultima tappa del viaggio Istanbul-Beirut.

In Turchia sei persone sono state arrestate per aver aiutato Ghosn a fuggire e un'indagine è stata aperta sulla fuga del manager.

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