Le domande su Ghosn: due jet privati turchi per la fuga? Ha firmato l'esclusiva con Netflix?

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Diritti d'autore AP Photo/Eugene HoshikoEugene Hoshiko
Di Cinzia Rizzi
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In attesa della conferenza stampa di mercoledì, sette persone sono state fermate a Istanbul, con l'accusa di aver aiutato l'ex patron di Renault e Nissan a fuggire dalla "sua prigione giapponese"

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Mentre aleggia il mistero su come, in modo pratico, Carlos Ghosn sia riuscito a fuggiredal Giappone - dove si trovava in libertà vigilata su cauzione, in attesa di processo per frode industriale e fiscale - al Libano, sette persone sono state portate in tribunale, perché sospettate di aver aiutato l'ex presidente di Renault e Nissan. Gli individui sono stati fermati a Istanbul, presunto "scalo" effettuato da Ghosn.

Intanto, la compagnia di charter privati turca MNG ha denunciato l'uso non autorizzato di due dei suoi velivoli, dichiarando di aver sporto denuncia. "Un dipendente della società, che è sotto inchiesta da parte delle autorità, ha ammesso di aver falsificato i registri e ha confermato di aver agito individualmente, senza che la direzione di MNG Jet ne fosse a conoscenza o avesse il permesso", si legge nel rapporto stilato dalla società. Dei sette fermati, quattro sarebbero appunto dei piloti.

Ancora non è chiaro come sia riuscito a sfuggire al controllo delle autorità giapponesi (sembra scartata ormai del tutto l'ipotesi che si sia nascosto nella custodia di uno strumento musicale), ma lui stesso ha voluto sottolineare giovedì come abbia fatto "tutto da solo", senza l'aiuto di alcun membro della sua famiglia.

Oggi chiuso in un luogo segreto a Beirut, l'imprenditore dai tre passaporti attende di dire alla stampa la sua, come dichiara l'avvocato, François Zimeray: "Credo sia impaziente di spiegarsi in tutta trasparenza, di rispondere a tutte le domande che gli verranno poste".

Ghosn terrà un'attesissima conferenza stampa il prossimo mercoledì 8 gennaio, alla quale pochi media sono stati invitati. Nel frattempo, la stampa francese lancia un'indiscrezione: l'ex patron di Renault avrebbe già firmato da mesi un accordo di esclusiva con Netflix, per raccontare la sua storia. "Il più celebre dei libanesi ha deciso di controllare lo scenario della propria storia fino alla fine, anche se sta violando la legge", scrive il quotidiano.

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