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L'autunno caldo degli studenti in Grecia: "Fuori la polizia dall'università"

L'autunno caldo degli studenti in Grecia: "Fuori la polizia dall'università"
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Gli studenti greci marciano per le strade di Atene, esponendo la bandiera nazionale macchiata di sangue, custidita da 46 anni dai giovani del partito socialista. Succede ad ogni 17 novembre, nel giorno in cui si ricorda l'ingresso dei carri armati nel Politecnico e la repressione del movimento studentesco per mano del regime dei colonnelli, che fece 24 vittime.

A margine della marcia, al calare della sera, sono scoppiati violenti scontri per le strade della capitale. Le autorità hanno arrestato 28 persone che, secondo i media locali, si trovavano sul tetto di un edificio, con maschere anti gas, bombe Molotov, sassi. Nel pomeriggio oltre 20.000 persone avevano marciato dal Politecnico fino all'ambasciata statunitense.

"Ho vissuto gli eventi della rivolta studentesca . Ero lì. Questo è il motivo per cui sono scesa in strada oggi - dichiara ai nostri microfoni una donna - Protesto per la povertà, per le persone che non hanno niente da mangiare, per tutti i problemi che stiamo affrontando".

"Il messaggio della lotta contro la dittatura è un messaggio senza tempo. La lotta per una vera democrazia non finisce mai. Ogni generazione deve lavorare sodo per realizzare i propri sogni", spiega un altro manifestante.

Durante la marcia, durata quattro ore, molti gli slogan cantati dai manifestanti, contro la dittatura, la polizia, ma anche gli Stati Uniti, accusati di aver sostenuto la giunta militare in quegli anni.

Passato mezzo secolo, il movimento studentesco vive un nuovo autunno caldo, dopo l'abolizione dell'asilo universitario, la norma che, salvo casi eccezionali, vieta l'accesso delle forze dell'ordine negli atenei. Un pericoloso passo indietro, secondo i giovani scesi in strada.

"La situazione qui in Grecia richiede una mobilitazione - dice una ragazza - Revocando l'asilo per le università il governo vuole metterci a tacere. Ma siamo qui e siamo pronti a lottare finché è necessario".

"La commemorazione al Politecnico non ha mai avuto tempismo migliore - aggiunge un altro partecipante - I nostri fratelli ci hanno mostrato la strada, nel '73. Spetta a noi portare avanti la loro battaglia".

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