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Georgia: proteste dopo il no del parlamento alla riforma elettorale

Georgia: proteste dopo il no del parlamento alla riforma elettorale
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Almeno ventimila persone hanno sfilato davanti al parlamento georgiano a Tbilisi per protestare contro la mancata approvazione della riforma elettorale.

Il disegno di legge prevedeva il passaggio dall'attuale sistema misto a un sistema proporzionale puro. Giovedì scorso il voto chiave: per essere approvata la legge avrebbe avuto bisogno del sì di tre quarti dei parlamentari, in quanto implicava alcune modifiche della Costituzione.

A favore della riforma però hanno votato solo 101 dei 113 deputati necessari. Spaccata la coalizione di governo, Sogno Georgiano, mentre le opposizioni hanno votato compatte a favore.

La riforma elettorale era stata una delle poche concessioni dopo le proteste dello scorso 20 giugno, in occasione del forum dell'Assemblea interparlamentare sull'ortodossia, organizzazione che unisce i paesi accomunati dalla confessione cristiana ortodossa.

Il parlamentare russo Sergej Gavrilov era stato invitato a presiedere l'incontro e a sedersi al posto normalmente occupato dal presidente del parlamento georgiano.

Un gesto simbolico, sufficiente a scatenare le proteste delle opposizioni e di migliaia di georgiani, che si erano radunati davanti all'edificio per protestare, accusando il governo di essere asservito al Cremlino. La protesta era stata repressa con violenza dalle forze dell'ordine, con il ferimento di oltre 200 persone.

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