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Maria "la rossa" è tornata a casa: la sospetta spia atterra a Mosca

Maria "la rossa" è tornata a casa: la sospetta spia atterra a Mosca
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Maria Butina, la trentenne russa condannata negli Stati Uniti per spionaggio e liberata venerdì da una prigione della Florida, è tornata a casa.

Artrestata nel luglio del 2018 e rilasciata di recente per buona condotta, nel dicembre scorso Butina si era riconosciuta colpevole di aver cospirato per promuovere gli interessi russi negli Stati Uniti.

"Sono davvero felice di essere a casa e sono grata a tutti coloro che mi hanno sostenuta. Non ho mai mollato, perché sapevo di non avere il diritto di farlo. Ringrazio tutti, neanche la Russia deve mollare ", ha detto, arrivando all'aeroporto Shemeretievo di Mosca.

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Mosca - Maria Butina all'uscita del gate dell'aeroporto, con suo padreREUTERS/Tatyana Makeyeva

Maria "la rossa", questo il soprannome datole dai media americani, era stata condannata ad aprile scorso a 18 mesi di carcere: secondo le indagini e le sue stesse confessioni, la donna avrebbe cercato di infiltrarsi in ambienti conservatori e in particolare nella potente lobby delle armi da fuoco, la National rifle association. Entrata con un visto studentesco e in seguito laureatasi all'Università di Washington, Butina si era avvicinata alla Nra grazie alla sua (presunta) passione per le armi da fuoco.

Secondo le carte processuali, avrebbe agito coordinandosi, tra gli altri, con Alexander Torshin, ex senatore ed ex vice governatore della Banca centrale russa, finito nella blacklist delle sanzioni statunitensi.

L'arresto aveva fatto molto rumore in Russia, ma prevedibilmente il Cremlino ha respinto ogni responsabilità; il presidente Putin ha sempre sostenuto di aver saputo dell'esistenza di Butina soltanto dopo il suo arresto, mentre il ministro degli Esteri Sergej Lavrov si è detto convinto che le sue confessioni le siano state "estorte" con metodi illeciti

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