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Divieto di fumo nei locali pubblici: la Grecia ci riprova

Divieto di fumo nei locali pubblici: la Grecia ci riprova
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Di Fay Doulgkeri
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Il divieto di fumo nei locali pubblici, in vigore dal 2009, non lo rispettava quasi nessuno. Ora il Governo promette che i trasgressori verranno puniti con multe "salate". Il parlamento discuterà a breve una nuova legge

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La Grecia prova nuovamente a far applicare il divieto di fumo nei locali pubblici. È uno degli ultimi Paesi dell'Unione europea (l'altro è la Bulgaria) dove nonostante ci sia una legge dal 2009, questa rimanga prevalentemente inapplicata. Anche se la percentuale dei fumatori diminuisce di anno in anno.

Avevano destato scalpore a livello europeo le immagini dell'ex viceministro della salute Pavlos Polakis che fumava durante una conferenza stampa al Ministero e poi ancora in un locale da ballo, in aperta violazione della legge. Il commissario UE alla Salute Vytenis Andriukaitis le aveva definite "vergognose".

"Purtropppo si vedono persone a cui non importa se c'è una donna incinta seduta vicino, fumerebbero anche un sigaro. Altre che fumano davanti a loro bambini, è veramente molto brutto", dice una cameriera di un caffè ad Atene.

Il parlamento discuterà a breve una nuova legge, presentata dal ministro della Salute Vasilis Kikilias, che punisce con multe più "salate" i trasgressori. E questa volta il governo promette che la farà rispettare.

Un proprietario di un bar ammette che negli ultimi anni i locali hanno "approfittato della tolleranza delle autorità", e in qualche modo i clienti mettevano i gestori davanti ad una scelta dicendo: "O mi siedo e fumo o me ne vado".

Per segnalare le isole felici per i non fumatori, un gruppo di volontari ha sviluppato un'app, Akapnos.gr, che indica i locali virtuosi. L'idea è venuta tre anni fa a George Balafoutis, dopo il suo trasferimento dagli Stati Uniti:

"Dobbiamo essere motivati dal rispetto per la persona seduta accanto a noi. Rispetto per la sua salute, e ovviamente rispetto della legge. Siamo molto ottimisti. Vediamo che i nostri sforzi sono accolti favorevolmente dalle persone. Rispondono positivamente, hanno compreso il nostro messaggio, promosso da non fumatori e v olontari"

L'app avrà presto una versione inglese, in modo tale che possa essere utilizzata anche dai turisti.

"Noi non siamo anti-fumo e non vogliamo imporre ad altre persone di non fumare. L'unica cosa che ci preoccupa è l'applicazione della legge in spazi chiusi, non vogliamo essere fumatori passivi", dice una volontaria.

Il Ministero della Salute condurrà nei prossimi giorni anche una campagna di sensibilizzazione sui danni del fumo, che vedrà protagonisti atleti, cantanti e influencer.

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