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Tunisia, Ben Ali divide anche da morto

Tunisia, Ben Ali divide anche da morto
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È in un ospedale di Gedda, in Arabia Saudita, che è morto a 83 anni l'ex presidente tunisino Ben Ali, cacciato a furor di popolo nel 2011 dalla rivolta dei gelsomini, un anticipo di quella che sarà ricordata come la primavera araba. Nonostante molti tunisini non abbiano avuto simpatia per lui quando era in vita, non sono pochi coloro che si dicono disponibili a farlo tornare in patria per tumularne il corpo.

Seppellito in Tunisia? Il tema non appassiona

"Merita di venire sepolto nel suo paese, ormai non da fastidio piu a nessuno, è morto. È stato un presidente e ha fatto la storia della Tunisia", afferma un signore. Non sembra che la gente sia contraria al suo ritorno, ma nemmeno che il tema susciti passioni.

"Come molti, ha fatto cose buone ecose cattive, Cose buone da presidente ne ha fatte, ma ha anche fatto molti errori", liquida il tema un giovane. "Non lo vedo come un presidente ma come un semplice tunisino, che ha il diritto di venire sepolto qui, a prescindere da quello che ha fatto", spiega un altro. E infine un'opinione in controtednenza, quella di una ragazza: "Mi ricordo ancora di quando se ne è andato... secondo me se uno vuole morire nel suo paese non scappa":

Vent'anni di Ben Alì, poi la rivolta

Ben Alì è stato presidente per un ventennio, gestendo il potere in chiave autoritaria e familistica; la sua caduta ha aperto una nuova fase politica, allargando la base democratica, ma lasciando irrisolti i nodi di fondo della crisi: povertà, corruzione, disoccupazione. Tutti fattori alla base dell'astensione record registrata alle elezioni politiche della settimana scorsa.