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Iran: qual è oggi il posto delle donne?

Iran: qual è oggi il posto delle donne?
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La tragica storia di Sahar Khodayari ha sconvolto il mondo intero. Sahar è morta in un ospedale di Teheran per le ustioni riportate dopo essersi data fuoco. Temeva di essere incriminata e processata per quello che in Iran è considerato un crimine....assistere a una partita di pallone.

Anelise Borges, inviata di Euronews a Tehran, si trova di fronte allo stadio in cui Sahar ha cercato di entrare, travestita da uomo, per guardare il match della sua squadra del cuore. "In Iran alle donne non è permesso l'ingresso allo stadio durante le partite giocate da squadre maschili. Una regola non scritta introdotta dopo la rivoluzione del 1979".

Abbiamo chiesto a Tayebeh Siavashi, una delle 17 deputate che siedono nel Parlamento iraniano, perchè, nonostante il divieto non sia mai stato tradotto in una norma scritta, le donne ancora oggi non possono assistere a eventi sportivi?

"Al cinema, a teatro o ai concerti le donne e gli uomini ci vanno insieme. Noi donne possiamo assistere, partecipiamo, non esiste alcuna segregazione o problema. Io credo che il divieto resti perchè le autorità temono quello che potrebbe succedere allo stadio, come conseguenza del trasporto tipico del tifo calcistico".

Per Siavashi il problema risiede nella interpretazione sbagliata dei fatti che ne danno gli altri paesi.

"Non capisco davvero le preoccupazioni delle comunità straniere sull'Iran - continua - L'interferenza straniera nei problemi delle donne è dannosa. Fino a quando la stessa società iraniana non raggiungerà un accordo, non accadrà nulla. Su temi come l'uso dell' hijab o quello degli stadi ... si tratta di questioni culturali che non possono essere risolte da comunità straniere. Credo che se cambierà, sarà perchè qualcosa si è mosso dall'interno".

Ma come possono cambiare le cose dall'interno se agire concretamente puo' mettere in pericolo le donne? Se non indossare il velo è considerata una mancanza di rispetto soggetta a punizioni? Se protestare puo' aprire alle donne le porte della galera?

E' un tema che Yalda Moayeri, fotoreporter iraniana, conosce molto bene. Le sue foto immortalano ogni giorno il paese, sia nelle sue tonalità accese che quelle piu' scure. Ci ha chiesto di non mostrare alcune immagini per paura di ripercussioni da parte delle autorità. Yalda spera che le donne iraniane giochino un ruolo importante nei prossimi decenni.

"Le donne oggi hanno piu' potere di prima, oggi fanno parte della società istruita, nonostante tutte le limitazioni cui sono sottoposte, vanno avanti e le superano. Giocheranno senz'altro un ruolo di primo piano nel prossimo futuro".

Ma non tutti sono cosi ottimisti. In un parco incontriamo una donna. Ci racconta che persino salire su uno skate puo' crearti dei problemi. Quando le chiediamo se la storia di Sahar Khodayari servirà ad aprire le porte degli stadi alle donne in Iran, risponde, sicura, di no.

"Sarà dimenticata - dice - diranno che ha sbagliato e che aveva dei problemi. il suo caso verrà chiuso presto. Povera donna, voleva solo guardare una partita e non gliel'hanno permesso. E' stata uccisa, come tante altre persone, ma non succederà assolutamente nulla.

Che Paese sarebbe l'Iran se le donne potessero fare quello che vogliono? C'è chi non vuole nemmeno sapere la risposta a questa domanda, ma c'è anche chi spera le cose cambino e pensa di essere già oggi soggetto attivo di questo cambiamento.