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Primo gay pride a Sarajevo

Primo gay pride a Sarajevo
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Migliaia di persone hanno partecipato al primo gay pride di Sarajevo. L'appuntamento e la parata sono andati avanti senza intoppi malgrado il timore di scontri dell'inizio, anche alla luce dei messaggi di odio che erano stati propagati soprattutto online.

La polizia bosniaca ha messo in piedi un dispositivo imponente per assicurare la sicurezza dei partecipanti e di chi assisteva all'evento. Molti i partecipanti della comunità gay del paese che hanno voluto essere presenti come Eric Nelson, ambasciatore statunitense in Bosnia: "È importante che la comunità LGBT sia presente. Sono qui. Vivono qui, ma sono sottomessi a discriminazione. È raro che vivano una giornata come questa, ma è un giorno bellissimo perché sono in strada in una protesta pacifica. Anche le proteste di chi era contrario sono state pacifiche. La polizia ha fatto un grande lavoro per rendere le strade sicure per tutti noi".

Un'attivista dice: "Questa è una protesta contro le discriminazioni quotidiane, ma anche il nostro modo di esercitare il nostro diritto a manifestare in Bosnia Herzegovina".

In Bosnia però i discorsi anti LGBT sono roba comune e diverse manifestazioni anti gay sono state organizzate nei giorni passati. Domenica ad esempio una contromanifestazione era stata organizzata da un'organizzazione musulmana. La parte più integralista della comunità è attivamente contro quella che chiama una corruzione dei costumi nel paese balcanico.

Sanin Musa, teolgo musulmano dice: "Siamo qui perché vogliamo esprimere la nostra protesta contro lo stile di vita della comunità LGBT. Uno stile che cercano di introdurre nella vita pubblica. Vogliono portae questo stile nelle nostre strade, nelle piazze fra i nostri bambini Stiamo difendendo il diritto che i nostri figli e i nostri nipoti hanno di essere normali. Combatteremo contro questo stato di cose e contro il tipo di vita condotto dai membri della comunitâ lgbt che stanno introducendo in scuole, case e università".

La Bosnia è stato l'ultimo paese balcanico ad organizzare un gay pride visto come un test per i diritti delle minoranze. Un test importante per un paese che auspica ad entrare nell'Unione europea.