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Bolsonaro e un suo ministro insultano sui social Macron e Brigitte

Bolsonaro e un suo ministro insultano sui social Macron e Brigitte
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Jair Bolsonaro e il suo ministro dell'istruzione, Abraham Weintraub
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Tra Parigi e Brasilia volano insulti pesanti, che coinvolgono anche le mogli.

A dire il vero, le polemiche e gli attriti erano cominciati poco dopo l’avvio dei lavori del G7 di Biarritz, quando Emmanuel Macron ha messo all’ordine del giorno gli incendi che devastano l’Amazzonia, in assenza di Bolsonaro – direttamente interessato su più fronti dalla vicenda.

Sui social, i sostenitori del premier brasiliano hanno dato addosso al presidente francese. Non solo gli utenti comuni, con l'hashtag "Macrocon" lanciato su Twitter, ma addirittura il ministro dell'Istruzione brasiliano Abraham Weintraub e con termini ben lontani dal contesto diplomatico.

Il ministro ha lanciato una raffica di tweet in cui dichiara che i francesi abbiano scelto "un presidente senza carattere" e che "è lecito attaccare questo cretino di Macron". Spiega che per lui "la Francia è un paese di estremi", e che "Macron non è all'altezza del compito", ma solo “un cretino opportunista che cerca il sostegno della lobby agricola francese".

Il termine usato in portoghese non ha un equivalente italiano, ma (essendo un incrocio tra “falso”, “idiota” e “infido” è piuttosto offensivo).

Gli attacchi ufficiosi dal Brasile colpiscono anche Brigitte Macron. Su Facebook, in un post del presidente brasiliano Jair Bolsonaro sugli incendi in Amazzonia, i commenti degenerano, e la First Lady di Francia è messa a confronto con la moglie di Bolsonaro, quasi 30 anni più giovane. Populisti ed estremisti sono familiari con i commenti di questo genere, ma la polemica si è scatenata quando è stato lo stesso Bolsonaro a inserirsi nella discussione.

Quando você comenta na publicação do presidente ele entra na zueira ?? Valeu presidente ??

Publiée par Rodrigo Andreaça sur Samedi 24 août 2019

"Ora capisco perché Macron sta perseguitando Bolsonaro", leggiamo accanto alle foto accostate delle due coppie presidenziali "È la gelosia (...), scommetto", e Bolsonaro risponde: "Non umiliarlo" con risatina sprezzante al seguito.

La risposta di Macron è arrivata direttamente in conferenza stampa (nel video, al minuto 20.01).

"Per quanto riguarda le osservazioni di Bolsonaro o dei suoi ministri, non voglio commentare. Rispetto ogni leader eletto dal suo Paese perché rispetto tutti i popoli e tutti i Paesi.... Ora devo constatare che probabilmente ci sono stati tre malintesi con il presidente Bolsonaro. L'ho visto per la prima volta, aveva la mano sul cuore e ha promesso di fare tutto il possibile per il processo di rimboschimento e di impegnarsi negli accordi di Parigi, di modo da poter firmare il trattato Mercosur. 15 giorni dopo, ha fatto il contrario licenziando scienziati. Si potrebbe dire che non mi ha detto la verità".

"Qualche settimana fa aveva un appuntamento urgente dal parrucchiere mentre avrebbe dovuto ricevere il ministro degli Esteri francese. E poi ha pensato che era una buona idea che un suo ministro... in Francia non succede mai che un ministro della Repubblica insulti un altro leader, peraltro in maniera goffa. Ha detto delle cose straordinariamente irrispettose nei confronti di mia moglie. Cosa posso dirvi? È triste. È triste. Ma è triste prima di tutto per lui e per i brasiliani. E così, penso che le donne brasiliane probabilmente si vergognino di leggere cose di questo genere sul loro presidente; penso che i brasiliani, che sono un grande popolo, si vergognino un po' di vedere questi comportamenti, e si aspettino da un presidente un comportamento corretto nei confronti degli altri. Dato che nutro un sacco di amicizia e di rispetto per il popolo brasiliano, spero che presto potrà avere un presidente capace di comportarsi secondo gli standard più alti".

Il dialogo tra Brasilia e Parigi è crollato proprio durante il G7 a Biarritz, una fase cruciale della discussione sui cambiamenti climatici e la conservazione delle risorse naturali.

Al di là dagli insulti, intanto, e fuori dalla zona rossa, la foresta amazzonica in fiamme preoccupa sempre di più. Le fiamme ora toccano anche i Paesi vicini, Paraguay e Bolivia.