Il Presidente degli Stati Uniti è atteso a Davos in ritardo a causa di un problema elettrico all'Air Force One. Al World economic forum i leader mondiali potrebbero discutere della questione Groenlandia. Si profila la minaccia di un inasprimento della guerra commerciale tra Usa e Ue
Non inizia nel migliore dei modi la partecipazione di Donald Trump al Forum economico mondiale di Davos in Svizzera. Il Presidente degli Stati Uniti è stato costretto a cambiare aereo presidenziale dopo che sono stati riscontrati problemi elettrici all'Air Force One.
L'entourage è ripartito dalla base di Andrews di nuovo poco dopo la mezzanotte, le 6 di mattina italiane, con circa due ore e mezza di ritardo sulla tabella di marcia, con possibili ripercussioni sul programma di Trump per la giornata in Svizzera.
L'Air Force One era diretto in Svizzera quando ha invertito la rotta "per un eccesso di prudenza", dopo che l'equipaggio aveva individuato un'anomalia elettrica poco dopo il decollo. Alcune luci della cabina non funzionavano, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca alla Cnn.
Al World economic forum (Wef), Donald Trump incontrerà il segretario generale della Nato, Mark Rutte, noto per le sue virtù diplomatiche e una certa abilità nel gestire le relazioni con il presidente Usa.
Più difficili si prospettano altri incontri non ancora formalizzati, soprattutto quello con il presidente francese Emmanuel Macron, anche a causa de dazi.
Nell'agenda delle probabilità ci sono anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente della Commissione Unione europea Ursula von der Leyen.
Altro tema di difficile soluzione per gli europei è il "Board della pace" per Gaza. Il Capo dell’Eliseo ha respinto la partecipazione della Francia, mentre la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni sembra esitare.
Le incertezze sulla Groenlandia
Poco prima della sua partenza, Donald Trump ha detto di aspettarsi "una soluzione con l’Europa" sulla questione Groenlandia "possibilmente anche a Davos, nei prossimi giorni".
Durante l'inaspettata apparizione alla sala riunioni della Casa Bianca martedì, Trump ha risposto solo "lo scoprirete", quando gli è stato chiesto fino a che punto fosse disposto a spingersi per impadronirsi della regione nell'Artico.
"Penso che troveremo una soluzione in cui la Nato sarà molto felice e in cui noi saremo molto felici", ha detto, senza fornire ulteriori dettagli.
"Abbiamo in programma molti incontri sulla Groenlandia e credo che le cose si risolveranno abbastanza bene", ha detto Trump ai giornalisti a proposito dei suoi incontri a Davos.
I suoi commenti sono arrivati nonostante la fermezza con cui i leader europei hanno difeso il territorio danese negli ultimi giorni.
Nel fine settimana, Trump ha promesso nuovi dazi sui Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia e Germania, che hanno inviato truppe in Groenlandia per solidarietà.
Il capo dell'amministrazione Usa ha respinto il suggerimento di mettere a rischio l'accordo stipulato l'anno scorso con l'Ue, in cui gli alleati hanno promesso di aumentare gli investimenti negli Stati Uniti.
"Hanno molto bisogno di quell'accordo con noi", ha affermato.
La risposta dell'Ue "sarà inflessibile, unita e proporzionale", ha detto la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen martedì a Davos.
Da quando il presidente è tornato in carica, molti leader europei hanno assunto comportamenti concilianti nei confronti degli Stati Uniti, cercando per lo più di rimanere nelle grazie del Presidente.
Ma l'approccio l'assunzione di posizioni più ferme da parte di Bruxelles ha messo sotto pressione questa linea più morbida.
Trump sostiene che gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per scoraggiare eventuali minacce da parte di Cina e Russia.
Ma la sua continua insistenza sulla questione sta mettendo a dura prova i limiti della strategia di molti leader europei.