Il disastro ferroviario ad Adamuz, in Andalusia, coinvolge l'Italia: la compagnia dell'alta velocità Iryo è controllata da Ferrovie dello Stato e il treno è stato costruito a Pistoia. L’inchiesta si concentra su un cedimento dei binari ma non si escludono altri problemi tecnici
L'incidente ferroviario che ha sconvolto la Spagna lunedì, causando la morte di oltre quaranta persone in Andalusia, riguarda in parte anche l'Italia. Il convoglio ad alta velocità deragliato nei pressi di Adamuz, infatti, era gestito da una compagnia partecipata da Ferrovie dello Stato e lo stesso treno era stato assemblato in provincia di Pistoia.
Tra i maggiori operatori dell'alta velocità spagnola, Iryo, è una società di proprietà al 51 per cento di Fs International, una società di Ferrovie dello Stato (Fs), un cui ex manager ne è oggi amministratore delegato, Fabrizio Favara.
Lunedì Fs hanno espresso in una nota “il proprio cordoglio per le vittime dell’incidente ferroviario avvenuto in Spagna" e "la vicinanza alle famiglie delle persone coinvolte”.
L'Alta velocità in Spagna è operata in parte da Fs
Iryo è un marchio di Ilsa (Intermodalid d Levante S.A.), un consorzio formato nel 2015 a Valencia in cui poi sono entrate Fs che ne detengono la maggioranza, accanto alla compagnia aerea spagnola Air Nostrum (che ha il 25 per cento) e la multinazionale delle infrastrutture Globalvia (24 per cento).
Fs hanno varato negli ultimi anni un piano di espansione continentale dell'alta velocità che, con le privatizzazioni, ha coinvolto la Spagna (con 65 collegamenti tra 11 città e oltre 17 milioni di passeggeri finora) ma anche Francia, Germania, Austria e Svizzera.
La partecipata spagnola ha esordito con il primo viaggio dell'alta velocità da Madrid a Valencia nel novembre del 2022 e conta su treni Etr1000, gli stessi dei nostri Frecciarossa adattati per il mercato ferroviario spagnolo.
I treni sono una produzione multinazionale ma, a livello tecnico, c'è molto di italiano. Costruiti da Hitachi Rail vedono parte della produzione e l'assemblamento finale nello stabilimento (ex Ansaldo Breda) di Pistoia, in Toscana.
Uno dei treni dell'incidente in Spagna è stato prodotto in Italia
Se i nuovi modelli vengono costruiti interamente dall'azienda giapponese, quelli precedenti erano una collaborazione con la canadese Bombardier, poi acquisita dalla francese Alstom che nel 2021 ha ceduto alla concorrente la sua parte di proprietà in chiave anti-monopolistica in accordo con la Commissione europea.
Secondo il Messaggero, che ha visitato lo stabilimento toscano nel 2024, il nuovo Frecciarossa 1000 ha una lunghezza totale di circa 200 metri, quattro motrici, una capacità di circa 460 passeggeri e può raggiungere una velocità commerciale di 350 km orari.
Il quotidiano romano riportava che dallo stabilimento di Pistoia erano usciti fino a quel momento 58 Etr1000 di cui 20 esportati in Spagna, dove il modello cambia nome in ETR 109 o S109 ed è dotato di sistemi di sicurezza e segnalamento per la circolazione in quel Paese.
Colpisce, nonostante varie differenze in arredamenti e classi interne, l'esterno del treno la cui livrea rossa ricorda molto i convogli ad alta velocità di Trenitalia.
Quali sono le cause dell'incidente, si indaga ancora
Secondo una nota di Iryo, che si è detta pronta a collaborare “pienamente” con gli inquirenti, l’ultima revisione sull’Etr coinvolto nell’incidente è del 15 gennaio.
La Comisión de Investigación de Accidentes Ferroviarios (Ciaf)ha aperto un'inchiesta e comunicato che sarà necessario ispezionare il binario nel punto in cui è avvenuto il deragliamento e il sistema di rotolamento ferroviario del treno Iryo, oltre che i dati dai registratori di bordo di entrambi i treni.
Álvaro Fernández, presidente di Renfe, la rete ferroviaria spagnola che operava anche con Alvia il secondo treno coinvolto nel disastro, ha escluso l’errore umano e ha negato che l’incidente sia stato provocato dall’eccesso di velocità: i due treni viaggiavano rispettivamente a 205 e 210 km/h bel al di sotto del limite.
"Tutte le ipotesi" sulla causa dell'incidente ferroviario ad Adamuz, "restano aperte", ha detto il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, alla tv pubblica Tve "dobbiamo aspettare i risultati delle indagini".
Puente ha detto che il binario su cui si è prodotto l'incidente "è rotto in molti punti e c'è un primo punto di rottura in cui si crede si sia prodotto il deragliamento", ma "occorre capire se il binario era rotto da prima o se si è rotto a causa del deragliamento del treno".
Il ministro aveva sottolineato in precedenza la dinamica anomala del disastro dal momento che "il treno Iryo è praticamente nuovo", in servizio da poco più di tre anni, "i lavori di sostituzione dei binari su questa tratta sono stati completati a maggio" e che l'incidente "è avvenuto su un rettilineo".
L'attenzione si concentra su un giunto dei binari, una piastra che tiene unite le sezioni della rotaia di acciaio. Secondo le prime ipotesi, sarebbe saltato creando uno spazio tra due sezioni delle rotaie, che si sarebbero allargate fino al deragliamento dell'ottava carrozza del treno che ha trascinato anche le due precedenti.
Lo ha riportato l'agenzia Reuters citando i primi tecnici intervenuti per le perizie sul luogo del disastro. La Guarda civile spagnola avrebbe rinvenuto un'interruzione di diversi centimetri nella rotaia, come riportato da diversi media che ne hanno pubblicato la foto.
Al vaglio anche altre possibilità, come la segnalazione da parte del sindacato spagnolo dei macchinisti (Semaf) di anomalie sui binari nel tratto coinvolto, avvertendo in particolare di buche e avvallamenti.