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Bolsonaro evita di farsi bruciare dal fuoco dell'Amazzonia

Bolsonaro evita di farsi bruciare dal fuoco dell'Amazzonia
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Sotto la pressione internazionale il presidente del Brasile ha ordinato alle sue forze armate di cooperare per contenere gli incendi boschivi che con quest'anno hanno toccato il record di aver mandato in fumo una porzione di Amazzonia grande quanto l'intera Germania.

Il fumo arriva a San Paolo ma Bolsonaro non si fa "bruciare"

Dopo aver negletto il problema il presidente Jair Bolsonaro ha emanato un decreto che autorizza lo schieramento di soldati nelle riserve naturali, nelle terre indigene e nelle aree di confine della regione.

Macron contro Bolsonaro

A guidare l'affondo, che in apparenza ha portato Bolsonaro a più miti consigli, è stato il presidente francese Emmanuel Macron che, alla vigilia del G7 di Biarritz, ha preso le redini dell'offensiva contro il suo omologo brasiliano, accusandolo di "mentire" e di non agire per fermare la straordinaria emergenza. A fianco di Macron si sono schierate Germania e Gran Bretagna.

Anche l'Unione Europa fa il pompiere

Poi la portavoce della Commissione europea, Mina Andreeva, ha alzato il tiro così:Possiamo dire che la Commissione è profondamente preoccupata. L'Amazzonia è la più grande foresta pluviale al mondo e contiene un decimo delle specie animali repertoriate. Ecco perché diamo il benvenuto all'intenzione del presidente Emmanuel Macron di discutere della questione durante la riunione del G7. Il senso dell' emergenza c'è.

L'allarme venuto dalle piazze

Il grido d'allarme è venuto prima di tutto dalle piazze anche dopo il discorso a reti unificate di poche ora fa in cui Bolsonaro ha detto che gli incendi forestali in Amazzonia, che "non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni" non possono servire come "pretesto per imporre sanzioni internazionali" contro il Brasile.

Manifestazioni in Brasile e nel mondo

Decine di migliaia di manifestanti hanno sbattuto pentole in varie zone di San Paolo, Rio de Janeiro e altre città brasiliane, al termine di una giornata già iniziata nel segno di una vivace protesta anche in Perù, Argentina e davanti a diverse sedi diplomatiche brasiliane all'estero.

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