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L'Onu bacchetta Parigi per la questione dei jihadisti francesi

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L'Onu bacchetta Parigi per la questione dei jihadisti francesi
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L'Onu critica il trattamento dei jihadisti con passaporto francese da parte delle autorità di Parigi. A prendere l'iniziativa la relatrice speciale Onu per le esecuzioni extragiudiziarie, sommarie o arbitrarie, Agnes Callamard che in una missiva di sei pagine denuncia, in particolare, il trasferimento, a fine gennaio, di tredici jihadisti con passaporto francese dal Kurdistan siriano all'Iraq, dove sono poi stati condannati a morte. Poi a Le Figaro spiega: Il documento presenta dei fatti studiati e analizzati a proposito di azioni francesi che possono aver violato i diritto umani e le convenzioni internazionali".

"E' una questione d'onore per il nostro Paese spiega un avvocato francese - . Il nostro Paese è stato in prima fila per l'abolizione della pena di morte sin dal discorso storico di Robert Badinter all'assemblea nazionale. Noi abbiamo iscritto l'abolizione nella nostra costituzione, è un onore per il nostro paese e questo onore deve essere rispettato in tutto il mondo"

Centinaia di stranieri sono stati condannati a morte o all'ergastolo in Iraq per la loro appartenenza al gruppo jihadista del cosiddetto Stato Islamico. Tra questi, 11 francesi sono stati condannati a morte e tre all'egrastolo

La scorsa settimana, il primo ministro iracheno Adel Abdel Mahdi ha dichiarato che il suo governo non aveva il potere di ridurre le sentenze di jihadisti stranieri condannati a morte.

Gli 11 cittadini francesi condannati all'inizio di giugno erano stati trasferiti in Iraq dalle forze curde in Siria.

La Francia e altri paesi europei sono particolarmente riluttanti a recuperare i propri cittadini sospettati di aderire all'IS.

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