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Sciopero generale a Hong Kong, scontri e decine di arresti

Sciopero generale a Hong Kong, scontri e decine di arresti
Diritti d'autore REUTERS/Kim Kyung-Hoon
Diritti d'autore REUTERS/Kim Kyung-Hoon
Di Gioia SalvatoriLoredana Pianta
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I manifestanti chiedono più democrazia e le dimissioni della prima ministra che denuncia i moti anti-cinesi: "le proteste danneggiano l'economia, ci mettono in una posizione pericolosa"; 82 arresti.

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Si moltiplicano a Hong Kong gli scontri tra migliaia di manifestanti antigovernatvi, con raduni e presidi in tutta la città, e la polizia, che sta usando gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i dimostranti. Sono stati oltre 80 gli arresti nella sola giornata di lunedì; 420 dall'inizio delle proteste, cominciate il 9 giugno.

È stato un inizio di settimana di caos anche per lo sciopero generale: fermi i mezzi pubblici, chiusi numerosi negozi, oltre 200 i voli cancellati.

A far esplodere la rabbia della gente è stata una legge, poi congelata, che avrebbe consentito di processare nella Cina continentale persone accusate di crimini a Hong Kong. Il timore è che Pechino possa sempre più arrivare a controllare il sistema giudiziario e il dissenso politico nell'ex colonia britannica.

La Cina, che ha più volte accusato gli Stati Uniti di essere dietro alle proteste, ha chiesto nuovamente a Washington di non interferire con la politica di Hong Kong.

I manifestanti vogliono le dimissioni della governatrice Carrie Lam, perché incapace di gestire la crisi, e il ritiro definitivo della legge.

La Premier, che ha rotto il silenzio dopo il nono weekend di tensione, ha  dichiarato che le proteste mettono Hong Kong in una posizione "davvero pericolosa", "sono andate ben oltre le originarie motivazioni politiche", e hanno preso una via di non ritorno che danneggia l'economia. "Questi atti illegali minano il modello 'un paese-due sistemi' e distruggono la stabilità e la prosperità di Hong Kong", ha aggiunto.

Lam resiste alle dimissioni richieste a gran voce dalla piazza e all'istituzione di una commissione d'inchiesta sulle violenze della polizia.

La borsa di Hong Kong è arrivata a -2,9%, trascinata in basso dalle proteste e dall'irrigidimento delle trattative sui dazi Usa-Cina (che hanno influito negativamente su tutte le borse asiatiche e di riflesso su quelle europee). Hong Kong rischia la recessione tecnica.

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