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USA, torna la pena di morte a livello federale ma la UE non esporta il farmaco letale necessario

USA, torna la pena di morte a livello federale ma la UE non esporta il farmaco letale necessario
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AP Photo/Pat Sullivan
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Dopo una moratoria durata quasi due decadi, gli Stati Uniti torneranno a eseguire condanne a morte a livello federale - ovvero per crimini come il terrorismo che riguardano non i singoli Stati, ma tutto il territorio USA.

Lo ha comunicato il procuratore generale statunitense William P. Barr (il corrispettivo del nostro ministro della Giustizia) giovedì scorso, dicendo che aveva dato istruzioni all'ufficio penitenziario federale di eseguire le condanne a morte di cinque attuali detenuti, condannati per torture, stupri minorili o omicidi. Verrà quindi adottato un nuovo protocollo per le esecuzioni capitali attraverso l'iniezione di un singolo farmaco letale chiamato pentobarbital, un barbiturico utilizzato anche per i suicidi medico-assistiti in alcuni stati europei.

Non è ancora chiaro come gli Stati Uniti si procurerranno il farmaco dato che ve ne è carenza, da quel lato dell'Oceano. Euronews ha contattato il Dipartimento di Giustizia americano ma al momento di scrivere non è ancora arrivata risposta.

Il bando europeo alle esportazioni di droghe letali

La mancanza di scorte statunitensi di questo prodotto letale è in parte attribuibile alla decisione dell'azienda farmaceutica danese Lundbeck, nel 2011, di interromperne la distribuzione "alle prigioni degli Stati Uniti che attualmente eseguono la pena di morte per iniezione letale". La Lundbeck era la sola detentrice della licenza per la manifattura del pentobarbital negli USA.

Non solo: nel dicembre 2011 l'Unione Europea ha vietato l'esportazione di farmaci che potrebbero essere usati per "la pena capitale, la tortura o altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti". La UE è da sempre fortemente contraria alla pena di morte. La sua abolizione è una "condizione esplicita e assoluta" per diventarne Stato membro.

Nel 2005, Bruxelles ha vietato il commercio di alcuni prodotti che possono essere utilizzati a questo scopo. "Era un regolamento ambizioso, ma si limitava a vietare la fabbricazione di questi prodotti nella UE e la loro successiva esportazione", commenta l'eurodeputata socialista spagnola Inmaculada Rodríguez-Piñero a Euronews.

Tra i farmaci che la UE ha vietato nel 2011 figurava anche il tiopentale sodico, più noto con il nome commerciale di Pentothal: un barbiturico comunemente usato, in combinazione con altri due farmaci, per le iniezioni letali negli Stati Uniti.

La Hospira è stata l'ultima azienda americana a produrlo ma ha deciso di arrestarne la produzione nel 2011 per via delle pressioni ricevute dalle autorità italiane: proprio in Italia, infatti, si trovava l'impianto di produzione. Grazie all’azione congiunta dell’associazione italiana Nessuno tocchi Caino, sulla vicenda dello stabilimento di Liscate, nel milanese, furono presentate mozioni parlamentari e denunce penali: dopo l'intervento del Governo italiano, Hospira decise non solo di sospendere la produzione ma anche di uscire completamente dal mercato mondiale del barbiturico.

Nel 2015, l'Associated Press riferì che l'Arizona aveva cercato di importare illegalmente il tiopentale sodico ma la partita venne fermata da funzionari federali in aeroporto. Un tribunale federale deliberò lo stop alle esecuzioni nello Stato dopo che l'uccisione di un detenuto si protrasse per due ore.

Gli Stati americani, singolarmente, hanno cercato di rifornirsi di pentobarbital in assenza di tiopentale sodico: è stato utilizzato per l'eutanasia d ianimali e per i suicidi medico-assistiti.

Diversi media statunitensi hanno riportato che, dopo la decisione europea sul bando alle esportazioni, alcuni Stati si sono rivolti alle farmacie locali per la creazione di una versione "casereccia" del pentobarbital. Nel 2016, la UE ha rafforzato il divieto alle esportazioni estendendolo a qualsiasi apparecchiatura che possa "contribuire alla tortura o all'esecuzione" di detenuti. Il nuovo regolamento è figlio di alcuni deputati europei tra cui la stessa Rodríguez-Piñero. "Il regolamento è pionieristico a livello mondiale, è il più avanzato. Ma non servirebbe se fosse limitato alla sola Ue. La Commissione europea ha coinvolto un maggior numero di paesi a livello multilaterale per abbracciare un commercio libero dalla tortura e dalla pena di morte. Più di 80 paesi sono già coinvolti in questo impegno. Lungi dal rimanere paralizzati, stiamo multilateralizzando", la sua analisi.

La pena capitale negli Stati Uniti

Il Dipartimento di Giustizia ha difeso questo cambiamento nei protocolli per le esecuzioni capitali affermando che, dal 2010, "14 stati hanno usato pentobarbital in oltre 200 esecuzioni".

Il pentobarbital dovrebbe sostituire la "procedura dei tre farmaci", usata negli anni passati per sedare il condannato, paralizzarne i muscoli del corpo e arrestare il battito cardiaco. Lo stesso Dipartimento di Giustizia ha scritto che l'uso del farmaco "non viola" l'ottavo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti che vieta al governo federale di imporre "punizioni insolite o crudeli".

Il governo USA non utilizza la pena capitale dal 2003, ma al momento ci sono almeno 60 detenuti nel braccio della morte, condannati per crimini federali. Secondo il Death Penalty Information Centre (DPIC), la pena capitale è attualmente legale in 29 Stati USA.

Barr, il procuratore generale, ha affermato che le modifiche proposte alle linee guida federali sulle esecuzioni avrebbero "portato giustizia alle vittime dei crimini più orribili".