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Libia, la guerra e i rischi per gli italiani

Libia, la guerra e i rischi per gli italiani
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Chi ha bombardato l'ospedale di Tripoli uccidendo cinque medici e ferendo molte altre persone e soccorritori? Il governo di salvezza nazionale non ha dubbi. È opera delle truppe del feldmaresciallo Khalifa Haftar. Le ambulanze e gli ospedali da campo vicino alle zone di combattimento a sud di Tripoli sono spesso il bersaglio di attacchi aerei che il Gna attribuisce all'uomo forte della Cirenaica.

L'offensiva va avanti da aprile per conquistare la capitale. Dopo quasi quattro mesi di scontri però, le forze pro-Haftar non stanno progredendo in modo significativo, ostacolate dalla resistenza. Haftar è sostenuto da Paesi come Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Francia, che continuano a finanziarlo. Il risultato a suo favore, secondo gli analisti, appare scontato, ma è il prezzo da pagare che sembra enorme. Haftar è accusato di usare anche droni per le sue operazioni e di aver colpito centri profughi e ospedali.

La guerra in libia è anche un problema dell'Italia che per ora sostiene il governo di al Farraj assieme all'Onu. Non solo perché è dalla Libia che partono i migranti verso la penisola. Haftar ha incontrato in varie occasioni il premier Conte a Roma, ma le cose non hanno fatto che peggiorare. Sabato un razzo è caduto vicino all'hotel dov'è alloggiato il personale dell'ambasciata italiana a Tripoli. E sempre sabato mattina alle 4, è stato preso di mira l’aeroporto di Misurata, dove dal settembre 2016 si trova l’ospedale militare italiano da campo con un contingente di circa 250 persone tra soldati e addetti alla sicurezza. Non ci sono morti fra gli italiani, ma qualche settimana fa l’uomo forte della Cirenaica aveva detto che le forze legate al governo di Salvezza nazionale avrebbero avuto «cattive sorprese».