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Mosca: raffica di arresti tra gli attivisti dell'opposizione. Oltre 600 i fermi

Mosca: raffica di arresti tra gli attivisti dell'opposizione. Oltre 600 i fermi
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Sono scesi in piazza a Mosca compatti. Una protesta anti-governativa che rappresenta la più ampia e significativa mobilitazione in Russia dal 2012.

Hanno sfidato i divieti per denunciare l’esclusione di numerosi candidati dell’opposizione alle elezioni comunali in programma l'8 settembre. Pesante il bilancio degli arresti. Secondo l'ong Ovd-Info sono almeno 638 le persone fermate nel centro della capitale russa, mentre secondo la polizia sarebbero circa la metà.

“Ormai regna il caso, non abbiamo altra scelta che protestare, dice questo manifestante. Nella testa di alcune persone regna la paura, c’è chi paura di noi e, così, invece che prendere delle decisioni appropriate, agisce in modo stupido”. Gente della società civile, tanti giovani. C’è chi si chiede come può andare a votare se ad alcuni candidati non è permesso nemmeno di essere in lista? La decisione di escluderli per firme presumibilmente insufficienti nelle petizioni ha scatenato diversi giorni di manifestazioni a Mosca a luglio.

Ad organizzare la protesta di questo sabato è stato il famoso oppositore del Cremlino Alexei Navalny, condannato a 30 giorni di carcere proprio per aver disposto il corteo. Un appello il suo accolto da migliaia di russi. Cittadini e politici anti-Putin. Come Aleksey Tolenkov, un deputato di una cittadina vicino a Mosca. Colpito al volto da alcuni agenti, ci spiega che non smetterà di lottare per i diritti umani.

Un pensiero condiviso dalla piazza, pronta a sfidare nuovamente i divieti e a far sentire le proprie idee.