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Spagna: Sanchez senza fiducia, Podemos si astiene

Spagna: Sanchez senza fiducia, Podemos si astiene
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REUTERS/Sergio Perez
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124 voti: 123 del partito socialista e 1 voto dal partito regionalista di Cantabria. Non ce l'ha fatta, Pedro Sanchez, a ottenere la fiducia del parlamento per diventare primo ministro di Spagna.

Si è fermato ben lontano dai 176 voti necessari al primo turno per farcela.

Il partito Unidas Podemos, alleato naturale dei socialisti, si è astenuto e le due forze continuano dunque a trattare in vista del secondo voto parlamentare, quello di giovedì, quando a Sanchez sarà sufficiente la maggioranza semplice per il secondo mandato alla Moncloa.

Secondo la stampa spagnola il primo ministro in pectore potrebbe farcela giovedì e far così uscire il Paese dal limbo in cui si trova da aprile quando i socialisti hanno vinto le politiche senza però i numeri per governare senza alleati.

Sanchez e il discorso di due ore per ottenere la fiducia

Riforma costituzionale, ambiente e lavoro. Pedro Sanchez lunedì ha cercato di persuadere l'estrema sinistra a dargli la fiducia in parlamento per tornare al potere.

Sanchez si è rivolto a Podemos, ma resta il veto su Pablo Iglesias nel governo.

Era previsto che nella prima votazione Podemos non votasse la fiducia a Sanchez in attesa di una apertura che possa ridurre le distanze tra i due partiti: "Abbiamo bisogno di competenze e responsabilità di governo commisurate al nostro peso elettorale per far parte di un governo con voi e per raggiungere un accordo - ha detto Iglesias - Devo dirlo chiaramente: rispetti i nostri 3,7 milioni di elettori e non ci proponga di essere una mera decorazione del governo, perché non possiamo accettarlo".

Se l'accordo con Podemos andrà in porto, la Spagna avrà il primo governo di coalizione della sua storia democratica, se invece salta, Sanchez avrà a disposizione altri due mesi formare il governo.

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