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"Un villaggio sulla luna?" Per l'ESA "Si può fare"

"Un villaggio sulla luna?" Per l'ESA "Si può fare"
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Mutano i tempi, cambia il paradigma: se 50 anni fa lo sbarco sulla Luna è stato l'epilogo a stelle e strisce della corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, oggi 'Major Tom' non entra più in competizione. Quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin passarono le colonne d'Ercole per posare i piedi sul satellite, con la missione Apollo 11 la NASA vinse la prima partita.

Jan Wörner, presidente dell'Agenzia Spaziale Europea, alza l'asticella per le prossime imprese lunari: "Questa volta gli esseri umani non dovrebbero andar via dopo un paio d'ore o giorni ma - dice - dovrebbero rimanere per un periodo più lungo: non una colonia per tutta la vita, ma il tempo necessario a fare ricerca".

Il cinquantesimo anniversario dello sbarco lunare riaccende l'interesse per il ritorno sulla Luna con un numero crescente di paesi - e persino di aziende private - che vogliono seguire le orme di Armstrong.

"Sono contrario a tornare sulla Luna, sono davvero fortemente contrario perché tornare sulla Luna significherebbe fare una copia di quello che è stato realizzato 50 anni fa durante la corsa nello spazio" commenta Wörner, che aggiunge: "Andiamo avanti sulla Luna: andare avanti significa avviare una collaborazione internazionale, e questo è ciò che stanno facendo anche gli americani. Quindi, se nel 2024 gli americani saranno di nuovo sulla superficie lunare, allora questo avverrà insieme agli europei perché il modulo di superficie che li porterà sulla Luna è costruito in Europa".

Cooperazione internazionale: è la nuova frontiera dell'esplorazione spaziale secondo Wörner, con l'idea di realizzare una base lunare a lungo termine.