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Hong Kong, cittadini non credono al governo

Hong Kong, cittadini non credono al governo
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REUTERS/Tyrone Siu
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Dopo le proteste che hanno scosso Hong Kong, protettorato cinese che Pechino considera suo territorio, il governo ha deciso di uccidere nella culla la legge sulle estradizioni che avrebbe permesso una facile deportazione degli oppositori . Qualcuno però continua a nutrire dubbi sul fatto che la decisione possa davvero essere implementata.

"Dire che questa legge può essere "sospesa", non vuol dire niente. Non sono termini propri del nostro sistema legale. Anche se vi mettete a cercare nei nostri libri di legge non trverete maii una definizione per dire che una legge è morta", dice un attivista.

Il governo non ci sta è cerca di rassicurare i cittadini che temono si tratti solo di un congelamento della legge. Così la premier, la signora Lam: "Ci sono ancora molti dubbi sul fatto che il governo sia sincero. oppure sul fatto che l'esecutivo rilancerà il progetto nel prossimo consiglio legislativo. Ripeto ancora una volta. Questa legge è morta".

Il corrispondente di NBC a Hong Kong dice: "la premier Carrie Lam sta facendo una mossa interessante. Questta è una protesta senza leader, capi non ce ne sono. Quindi anche quando sentite alcuni portavoce della protesta parlare, la Lam potrebbe usare un linguaggio politico per dire che la legge è morta. Potrebbe usare il movimento di pritesta e potrebbe sfruttare il consenso se riuscisse a convincere abbastanza persobe che è sincera che appunto questa legge è morta".

Pechino vorrebbe imporre l'estradizione forzata dei sospetti criminali verso la Cina continentale dove verrebbero svolti i processi. Un fatto che inconcepibile per migliaia di cittadni di Hong Kong scesi in queste settimane in strada per protestare.