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Sea-Eye salva 65 naufraghi davanti alla Libia

Sea-Eye salva 65 naufraghi davanti alla Libia
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Sessantacinque naufraghi sono stati recuperati da una nave di soccorso della Ong Sea-Eye a 34 miglia dalle coste libiche, mentre erano alla deriva, su un gommone privo di strumenti di navigazione e senza acqua. Tutti sono stati trasbordati sulla Alan Kurdi, dove hanno ricevuto la prima assistenza medica e umanitaria.

Intanto fa discutere la prima intervista di Carola Rackete, comandante della Sea Watch, di nuovo libera dopo che il Gip non ne ha convalidato l'arresto. La giovane tedesca, che si trova in una località riservata, ha annunciato una querela nei confronti del ministro dell'Interno Salvini che l'ha definita "criminale", ha spiegato perché non ha lasciato l'Italia. "Sono rimasta qui intanto perché martedi ci sarà una nuova udienza. Dopo quello che è successo la settimana scorsa, sono stata minacciata molte volte, e dunque abbiamo deciso di non rendere pubblico il posto dove mi trovo". Che tipo di minacce hai ricevuto? "Di ogni tipo, dalle minacce fisiche alle minacce di morte".

Parlando a Trieste Salvini ha ribadito il rifiuto di far entrare in Italia un'altra imbarcazione con 42 naufraghi, il veliero Alex della Ong Mediterranea, ancora in stand-by davanti a Malta. "La situazione è sotto controllo, ma prevenire è meglio che curare, e questo vale per terra come in mare, visto che dalla scorsa notte devo prendermi del tempo per trattare con un'altra ONG capricciosa che la scorsa settimana non voleva andare in Tunisia e oggi non vuole andare a Malta". In serata La Valletta aveva dato la disponibilità ad accogliere i migranti di Mediterranea, inviando in cambio in Italia altri 55 migranti provenienti dall'isola.