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Naufragio al largo della Libia: morti 61 migranti

barcone con migranti
barcone con migranti Diritti d'autore TAHA JAWASHI/AFP
Diritti d'autore TAHA JAWASHI/AFP
Di Greta Ruffino
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Tragico naufragio al largo delle coste della Libia: un barcone con a bordo 86 persone si è ribaltato a causa delle onde, morti 61 migranti. La Croce Rossa italiana fornisce i dati sull'accoglienza a Lampedusa

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Un'imbarcazione che trasportava oltre 80 migranti che cercavano di raggiungere l'Europa si è rovesciata al largo delle coste libiche, causando la morte di 61 persone, tra cui donne e bambini, ha dichiarato l'Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite (Oim). La Croce Rossa Italiana fa sapere, intanto, che da giugno nell'hotspot di Lampedusa sono stati accolti oltre 78mila migranti.

Naufragio al largo della Libia: 61 morti

Il naufragio è stata l'ultima tragedia in questa parte del Mar Mediterraneo, una rotta fondamentale ma pericolosa per i migranti alla ricerca di una vita migliore in Europa. L'Oimha dichiarato in un comunicato che l'imbarcazione trasportava 86 migranti quando è stata colpita da forti onde al largo della città di Zuwara, sulla costa occidentale della Libia."Il Mediterraneo centrale continua a essere una delle rotte migratorie più pericolose al mondo", ha scritto l'agenzia sul social media X, ex Twitter.

Secondo Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Oim, quest'anno sono morte più di 2.250 persone sulla rotta dell'Europa centrale. "Non si fa abbastanza per salvare vite in mare", ha scritto Di Giacomo su X.

Secondo l'Oim, tra il primo gennaio e il 18 novembre sono stati segnalati almeno 940 migranti morti e 1.248 dispersi al largo della Libia. L'agenzia Onu ha dichiarato che quest'anno sono stati intercettati e riportati in Libia circa 14.900 migranti, tra cui oltre 1.000 donne e più di 530 bambini. Nel 2022,  sono state segnali 529 morti e 848 dispersi al largo della Libia. Oltre 24.600 sono stati intercettati e riportati in Libia.

Migranti riportati in Libia in centri di detenzione

Negli ultimi anni, i trafficanti di esseri umani hanno approfittato del caos libico, trasportando i migranti attraverso i lunghi confini del Paese, che condivide con sei Nazioni. I migranti vengono ammassati su imbarcazioni mal equipaggiate, tra cui gommoni, e partono per rischiosi viaggi in mare.

Coloro che vengono intercettati e rispediti in Libia sono detenuti in centri di detenzione gestiti dal governo e costretti a subire abusi, tra cui lavori forzati, percosse, stupri e torture - pratiche che equivalgono a crimini contro l'umanità, secondo gli investigatori della Commissione delle Nazioni Unite.

Gli abusi spesso accompagnano i tentativi di estorcere denaro alle famiglie delle persone detenute, prima che ai migranti imprigionati sia permesso di lasciare la Libia sulle imbarcazioni dei trafficanti dirette in Europa.

A Lampedusa aiuti per 78mila migranti

In occasione della Giornata internazionale dei migranti che si celebra ogni anno il 18 dicembre, la Croce Rossa italiana (Cri) ha fornito alcuni dati sugli arrivi e gli aiuti a Lampedua. Sono oltre 78mila le persone migranti accolte dalla Cri nell'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa, a fronte di circa 1.900 sbarchi, a partire dal primo giugno 2023 data a partire dalla quale la Cri ha avuto in gestione l'hotspot. Le attività  di volontari e operatori della Cri all'interno del centro di prima accoglienza, così come i trasferimenti presso altre strutture, "proseguono a tutt'oggi regolarmente". 

"Dalla prima accoglienza, all'assegnazione di kit di benvenuto, dal supporto sanitario e psicologico, alle attività di mediazione culturale, dai pasti ai trasporti, fino al fondamentale servizio di Restoring Family Links per il ristabilimento dei legami familiari, gli oltre cento volontari e operatori che si alternano quotidianamente nelcentro continuano a garantire un'accoglienza all'insegna della dignità delle persone, oltre ad una risposta concreta alle prime necessità  di donne e uomini che vengono accolti dopo non facili traversate nel Mediterraneo", si legge nella nota diffusa dalla Croce Rossa.

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