A Derna scoppiano le proteste contro le autorità della Libia orientale. A fuoco la casa del sindaco

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Di Michela Morsa
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I manifestanti chiedono la rimozione del presidente del Parlamento, lo scioglimento del consiglio comunale e l'apertura di indagini

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Il dolore lascia il posto alla rabbia. Lunedì i residenti di Derna sono scesi in piazza per chiedere conto alle autorità delle inondazioni mortali che lo scorso 10 settembre hanno devastato la città, quando le due dighe a monte hanno ceduto sotto il peso della tempesta Daniel che ha colpito la Cirenaica, nella Libia orientale. 

In centinaia si sono riuniti davanti alla moschea principale della città, dove hanno scandito slogan di protesta le autorità dell'est, e in particolare contro il Parlamento e il suo presidente, Aguila Saleh. 

"Il popolo vuole la caduta del parlamento", "Aguila (Saleh) è il nemico di Dio", o "coloro che hanno rubato o tradito devono essere impiccati", "Libia, né Est né Ovest, unità nazionale", hanno cantato i manifestanti. 

In una dichiarazione letta durante la manifestazione a nome del "popolo di Derna", hanno chiesto "una rapida indagine e un'azione legale contro i responsabili del disastro", oltre allo scioglimento dell'attuale consiglio comunale e un'indagine sui bilanci precedenti della città.

Hanno inoltre chiesto "l'istituzione urgente di un ufficio di supporto delle Nazioni unite a Derna" e l'avvio del "processo di ricostruzione della città e di risarcimento dei residenti colpiti". 

Verso la sera di lunedì alcuni manifestanti hanno marciato verso una casa identificata come quella dell'odiato sindaco della città, Abdulmonem al-Ghaithi, e le hanno dato fuoco, gridando "il sangue dei martiri non è versato invano".

Anche secondo politici e analisti, il caos politico degli ultimi anni in Libia, governata da due amministrazioni rivali, ha relegato in secondo piano la manutenzione di infrastrutture vitali come le dighe di Derna.

Secondo quando riportato dalla televisione libica al-Masar, poche ore dopo la manifestazione, il capo dell'esecutivo della Libia orientale, Osama Hamad, ha sciolto il consiglio comunale di Derna e ha ordinato un'indagine.

La manifestazione arriva mentre i soccorritori sono ancora alla ricerca dei corpi dei migliaia di dispersi. La stima continua a essere di circa 10mila persone scomparse, presumibilmente morte, oltre a un bilancio di circa 4mila vittime accertate, rivisto drasticamente al ribasso dall'Onu lunedì dopo aver annunciato 11.300 morti. 

L'Onu ha annunciato che le sue agenzie, in particolare l'Organizzazione mondiale della sanità, stanno lavorando per "prevenire la diffusione di malattie e scongiurare una seconda devastante crisi nella regione", avvertendo del rischio derivante da "acqua contaminata e scarsa igiene".

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