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Guy Verhofstadt: "Vie legali per i migranti, richieste d'asilo nei consolati fuori dalla Ue"

Guy Verhofstadt: "Vie legali per i migranti, richieste d'asilo nei consolati fuori dalla Ue"
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Il quarto ospite del programma Raw Questions, in cui intervistiamo i candidati alla presidenza della Commissione europea, è stato Guy Verhofstadt, uno dei i candidati dell'alleanza dei liberali (ALDE) - vi ricordiamo che l'Alde ha preferito presentare una rosa di sette nomi tra cui Margrethe Vestager, Violeta Bulc e Emma Bonino. I liberali sono ormai la quarta forza al parlamento europeo e si aspettano di avere abbastanza voti da ascendere al terzo posto, in modo da diventare ago della bilancia nelle prossime coalizioni dell'europarlamento. Nel Regno Unito, Verhofstadt prevede un grande risultato per il LibDem e una battaglia serrata con il partito della Brexit di Farage.

Tra le sue proposte chiave: rimpiazzare la Commissione con un esecutivo più ridotto e smettere di buttare via soldi con il progetto di esercito europeo.

Ecco alcune delle sue risposte alle nostre domande.

Liberali europei presentano Team Europa

Europa assente sulle politiche migratorie

"C'è una crisi per mancanza di politiche europee, quindi i nazionalisti e i populisti puntano il dito sull'Europa, ma la crisi non nasce dall'Europa. Mancano dei confini europei e una guardia costiera europea. Non esiste un sistema di asilo europeo perché quello esistente, Dublino, è l'opposto di ciò che dovrebbe essere un programma di asilo europeo. Non esistono politiche di immigrazione economica, dando l'opportunità di venire in Europa in maniera legale. La mia priorità sarà quella di affrontare tutte queste tragedie nel mar Mediterraneo con questi tre mattoni fondamentali".

La risposta a Salvini e alla politica dei porti chiusi

"Fare politica sulle spalle delle persone è un'attitudine scandalosa. Non dico tutti, ma la maggior parte dei migranti soffrono, fuggono da guerre e dalla povertà. La soluzione è semplice: organizziamo dei confini e una guardia costiera europea, permettiamo ai migranti di chiedere asilo, non in Europa ma ai suoi confini. Nelle ambasciate e nei consolati. Così non saranno più obbligati a imbarcarsi e finire nelle mani dei trafficanti, pagando anche 5mila o 6mila euro. L'unico modo di fermare tutto questo è riconoscere che le persone che scappano dalle guerre possano fare richiesta di asilo nei consolati e nelle ambasciate europee al di fuori dell'Europa".

Come combattere i populismi, il ruolo di Alde e di Macron

"Il modo migliore per affrontare il nazionalismo e il populismo è quello di stabilire un'alternativa, non certo quello di ripeterne retorica e argomentazioni. Dire: guarda se hai delle critiche nei confronti dell'UE, posso capirlo. Sono forse il primo euroscettico, ancora più euroscettico dei nazionalisti e dei populisti quando si tratta del funzionamento dell'Unione europea, ma credo che la soluzione a questi problemi non sia quella di tornare indietro nel tempo e nascondersi dietro i confini dello Stato nazionale, bensì sviluppare una visione per una nuova Europa, nella nuova era degli imperi in cui viviamo. Questa è la realtà, il mondo sta cambiando, il mondo è dominato da cinesi, indiani, russi e americani. Abbiamo quindi bisogno di un nuovo concetto europeo. Ci sono ora leader europei come Emmanuel Macron che sono davvero dell'opinione che solo un'Unione europea riformata e rinnovata sia la soluzione, e questa è una novità per la Francia. Perché in Francia normalmente l'opinione pubblica non è a favore di una maggiore cooperazione politica. Lavoreremo con lui per creare un nuovo gruppo riformista al centro del panorama politico e il programma principale sarà quello di riformare e rinnovare l'Europa. Non entreremo in una coalizione. Perché se le cose vanno come dovrebbero, i due grandi partiti, i conservatori e i socialisti, per la prima volta perderanno la loro maggioranza. E abbiamo detto molto chiaramente che non formeremo una coalizione se non ci sarà accordo per un nuovo programma che preveda la riforma della Ue e che le permetta di rispondere alle sfide di oggi".

Stati Uniti d'Europa?

"Gli Stati Uniti d'Europa sono un modo per organizzare un'azione comune a livello europeo riconoscendo e garantendo l'autonomia degli Stati membri. Non voglio un superstato, sono contro un superstato. Non voglio un sistema in cui tutto venga deciso da Bruxelles. Voglio un sistema in cui ci sia un valore aggiunto a livello europeo. Dalla Brexit, isn ogni paese dell'Unione Europea esiste una maggioranza che guarda con favore al progetto europeo. Le persone non sono contro il sogno e il progetto europeo. Sono contrarie al modo in cui traduciamo questo progetto europeo nell'Unione europea di oggi. Questo è il problema. Dicono che non riusciamo a tradurre questa cooperazione europea in azioni concrete. Ad esempio in tema di migrazione e difesa. Populisti e nazionalisti non dicono più di voler uscire dall'Unione europea. Il problema sono gli Stati membri, che stanno bloccando le soluzioni all'interno del Consiglio europeo".

Passare dalla difensiva all'offensiva sul clima

"Due cose. Vogliamo passare da un approccio difensivo sul cambiamento climatico a un approccio offensivo. Il primo è quello di porre il cambiamento climatico come condizione per concludere accordi con l'Europa. Qual è la nostra forza? Un enorme mercato comune di 400-500 milioni di consumatori. Nei negoziati con gli Stati Uniti e la Cina dobbiamo usare questo peso per dire: "Se volete un accordo di libero scambio con noi, dovete applicare l'accordo di Parigi sul clima".

"La seconda cosa è essere i campioni dell'ecologia nel mondo. [L'Europa ha perso il treno con il digitale; Facebook, Amazon, ecc. sono tutti americani], "ma forse possiamo essere i campioni del mondo in materia di trasformazione ecologica. Ad esempio, la più grande azienda mondiale nel settore delle nuove batterie, la più grande azienda mondiale nel settore dell'idrogeno, la più grande azienda mondiale nel settore alimentare e della carne sostenibile".

Ungheria e est Europa: serve "un patto di stabilità" per lo stato di diritto

"Oggi il lavoro della Commissione non è male ma non è sufficiente. Scrivono lettere a Ungheria, Polonia, Romania. Ma non basta. Ciò di cui abbiamo bisogno è un vero stato di diritto e un patto democratico europeo. Come abbiamo un patto di stabilità per l'economia, perché non un patto anche sullo stato di diritto, la democrazia e i diritti umani negli Stati membri? Poi, se un paese non soddisfa le condizioni, come in Romania, Ungheria e Polonia, allora scattano le sanzioni. Possono essere sanzioni finanziarie. Questo non significa che togliamo il denaro alla gente, potremmo metterlo da parte in modo che il denaro non vada più a quei governi che sono responsabili di aver violato lo stato di diritto e la democrazia nei loro paesi. Ne ho abbastanza di scrivere lettere. Ne ho scritte molte, senza risultati. Non esiste un divario est-ovest, ma un divario nel cervello dei vari Orban di questo mondo".

Non sono anti-Russia, sono solamente nella loro lista nera

"Non sono contro la Russia. Sono solo sulla lista nera dei russi. Non sono contrario alla Russia, sono contrario al modo in cui Putin ha organizzato la sua società. Sono molto favorevole alla Russia e alla cooperazione con l'Unione europea. Il vero futuro per loro e per noi è una grande area economica che vada dall'Oceano Atlantico a Vladivostok"

Sì o no?

LA CINA È UNA MINACCIA? No

STRASBURGO È UNO SPRECO DI DENARO? Sì

REVOCARE L'ARTICOLO 50? Sì, se fossi un britannico

CORBYN VUOLA LA BREXIT? Sì

FAI PARTE DELL'ELITE? Sì

LA TURCHIA DOVREBBE ADERIRE ALL'UE? No

STRINGERE LA MANO DI ORBAN? Sì

MONOPATTINI ELETTRICI? Sì

VINO O BIRRA? Vino

Nelle prossime puntate

Tessa Arcilla e Darren McCaffrey intervisteranno lo Spitzenkandidaten dei conservatori, Jan Zahradil, martedì 14 maggio alle ore 21. Il programma è realizzato in partnership con Facebook.

Nelle puntate precedenti