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Per la prima volta la ricetta elettronica accettata nella farmacia di un altro paese UE

Per la prima volta la ricetta elettronica accettata nella farmacia di un altro paese UE
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Una farmacia olandese. Wikimedia Commons - User: Ciell
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Dal 21 gennaio 2019 i cittadini finlandesi possono recarsi in una farmacia in Estonia e ritirare un farmaco prescritto dal proprio medico di base in Finlandia grazie ad uno scambio di ricetta elettronica. Per la prima volta, quindi, un cittadino di un Paese membro potrà utilizzare la prescrizione dematerializzata in una farmacia di un altro stato europeo.

Lo ha comunicato la Commissione Europea specificando che per il momento l'iniziativa riguarda tutte le ePrescritions, le ricette elettroniche, rilasciate in Finlandia e accettate dalle farmacia estoni che hanno firmato l'intesa.

Le prescrizione mediche dematerializzate sono consultabili anche oltre confine grazie ad un'infrastruttura digitale comune, l'eHealth Digital Service Infrastructure, senza che il paziente debba presentare fogli di carta firmati dal proprio medico contenenti i farmaci di cui ha bisogno. La novità si inserisce in un quadro europeo in cui è centrale lo scambio e l'accesso di informazioni sanitarie confidenziali tra paesi membri nella assoluta sicurezza del dato sensibile.

"I cittadini dovrebbero essere in grado di utilizzare le loro prescrizioni elettroniche al di là delle frontiere", ha dichiarato Andrus Ansip, vicepresidente per il mercato unico digitale. "La libera circolazione è un principio fondamentale dell'UE: dobbiamo rendere il più semplice possibile per i cittadini di ricevere cure o medicinali all'estero nell'UE. Il prossimo passo importante sarà semplificare l'accesso dei pazienti ai propri dati sanitari, sviluppando un formato comune per lo scambio di cartelle cliniche elettroniche tra i paesi dell'UE".

Secondo Vytenis Andriukaitis, commissario per la salute e la sicurezza alimentare, l'iniziativa "potrà aiutare i medici a comprendere meglio la storia medica di un paziente straniero".

Chi paga?

In futuro basterà mostrare nella farmacia di un altro Paese il proprio documento di riconoscimento e il farmacista sarà in grado di consultare la ricetta elettronica già tradotta nella propria lingua così da poter fornire al cliente il farmaco richiesto.

Il cliente dovrà pagare per intero il costo della medicina nel paese in cui l'acquista e potrà poi chiedere il rimborso al proprio sistema sanitario o alla propria assicurazione integrativa nel paese di residenza.

Le istituzioni europee puntano a introdurre progressivamente il servizio anche negli altri stati membri, insieme al Patient Summaries, una sorta di sintesi degli aspetti più importanti della nostra storia sanitaria come eventuali allergie o patologie del passato, di modo da fornire utili indicazioni ai soccorritori in caso di emergenza medica in un altro Paese. Tra i primi a partire con la sperimentazione in tal senso: Repubblica Ceca e Lussemburgo.

Essere curati in tutta Europa come a casa propria è un diritto fin dall'adozione della direttiva 2011/24/EU che assicura la continuità dell'assistenza sanitaria per tutti i cittadini europei.

In Italia la cosa "è molto al di là da venire"

Nonostante la Commissione Europea intenda applicare progressivamente la portabilità internazionale delle ricette elettroniche a 22 Paesi entro il 2021, in Italia "non c'è nulla in previsione da questo punto di vista", commenta la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi). Al momento si sta ancora ultimando il sistema interno di dematerializzazione della ricetta veterinaria, quindi novità in tal senso "sono molto al di là da venire", il commento della Fofi a E__uronews.

La ricetta elettronica è partita ufficialmente in tutta Italia a marzo 2016 e progressivamente ha sostituito la tradizionale "ricetta rossa"- ma sopravvivono ancora i cosiddetti "promemoria" cartacei.

Come in Europa verranno eliminate le differenze tra stati, nelle intenzioni della Commissione Europea, così la ricetta elettronica in Italia ha di fatto livellato ogni differenza territoriale: tutti i pazienti pagano di fatto lo stesso ticket che pagherebbero nella propria regione. Il farmacista, avendo davanti il paziente dotato di tessera del sistema sanitario nazionale, è in grado di risalire online alla prescrizione del medico e di provvedere alla consegna del farmaco avendo cura di spuntare elettronicamente l’avvenuta erogazione.