Decine di droni lanciati nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 gennaio dalla Russia sull'Ucraina. L'aeronautica di Kiev colpisce un deposito di carburante
La Russia ha lanciato decine di droni sull'Ucraina nella notte tra giovedì e venerdì, colpendo in particolare l'area di Cherkaske nella regione di Donetsk. Il bilancio è di almeno cinque persone uccise, tra le quali un bambino di soli cinque anni, e altrettante sono rimaste ferite.
Attacchi anche nella regione di Zaporizhzhia: un morto e dieci feriti
Le forze armate di Kiev hanno al contempo preso di mira alcune infrastrutture energetiche russe. L'aviazione ucraina afferma di aver abbattuto inolter 76 dei 101 droni lanciati dalla Russia. 12, invece, hanno colpito diversi obiettivi. Secondo quanto riferito, un deposito di carburante nella città russa di Penza ha preso fuoco.
Sono stati registrati attacchi russi anche sull'insediamento di Komyshuvakha nella regione di Zaporizhzhia, dove secondo i funzionari locali un anziano è stato ucciso e dieci persone sono rimaste ferite.
Minatori intrappolati a mille metri di profondità
Altri raid di droni russi sulla città di Kryvyj Rih hanno causato un'interruzione nell'erogazione di energia elettrica. La mancanza di corrente ha intrappolato i lavoratori in due miniere, alcuni a 1.135 metri sotto terra.
Dopo un'operazione di soccorso durata sei ore, i minatori sono stati portati in superficie, secondo quanto riferito venerdì dal Servizio di emergenza statale ucraino.