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Telegram, Durov attacca Sánchez e la nuova legge spagnola sui social: “Minaccia la libertà online”

Durov, in un'immagine di archivio del 2017 a Giacarta, Indonesia.
Durov, in un'immagine di archivio del 2017 a Giacarta, Indonesia. Diritti d'autore  Tatan Syuflana / AP
Diritti d'autore  Tatan Syuflana / AP
Di Javier Iniguez De Onzono & Euronews
Pubblicato il
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Il fondatore di Telegram critica duramente la proposta del governo Sánchez che limita l’accesso dei minori e responsabilizza i gestori di social network, denunciando rischi di censura e raccolta dati di massa

Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha utilizzato il canale ufficiale dell’app in Spagna per lanciare un durissimo attacco contro la nuova proposta di legge sui social network avanzata dal governo di Pedro Sánchez.

In un messaggio rivolto a tutti gli utenti, Durov ha denunciato che le norme previste rappresentano un pericolo per le libertà su Internet. La legge, annunciata a Doha dal premier spagnolo, prevede il divieto di accesso ai minori di 16 anni, la responsabilità legale dei gestori delle piattaforme, il perseguimento penale di chi manipola algoritmi e la criminalizzazione dei reati legati ai deepfake.

“Non si tratta di tutela, ma di controllo totale. Abbiamo visto governi usare la scusa della sicurezza per censurare i critici. In Telegram proteggiamo la privacy con crittografia forte, senza backdoor e con resistenza agli eccessi”, ha scritto il fondatore russo.

Preoccupazioni per privacy e censura

Durov ha espresso timori sull’obbligo per le autorità di verificare età e identità degli utenti, sottolineando che potrebbe aprire la strada a una censura governativa di massa. Il governo spagnolo non ha ancora chiarito come intenderà applicare questi controlli. In passato, una proposta per la protezione dei minori prevedeva un’integrazione tra l’Agenzia per la protezione dei dati e la Zecca spagnola, basata su un sistema di identità digitale europea.

“Ciò che inizia con i minori potrebbe estendersi a tutti, erodendo l’anonimato e soffocando il dibattito pubblico”, ha avvertito Durov.

Uno screenshot del messaggio inviato da Durov
Uno screenshot del messaggio inviato da Durov Euronews

Effetti sulle piattaforme

Il fondatore di Telegram ha anche criticato le possibili ripercussioni per i gestori delle piattaforme: “La minaccia di sanzioni e responsabilità penale porterà a un’eccessiva censura: tutto ciò che è minimamente controverso sarà rimosso, mettendo a tacere giornalismo, dissenso politico e opinioni quotidiane”.

Il team di Durov ha chiarito che Telegram rispetta le normative europee, compreso il Digital Services Act, e che la moderazione è costantemente migliorata secondo standard di settore.

Il profilo di Durov

Nato a San Pietroburgo e residente a Dubai, Durov è stato indicato come la 121esima persona più ricca al mondo. Nel 2024 era stato arrestato in Francia con accuse di cyberstalking, frode e promozione del terrorismo sulla piattaforma, ma è stato poi rilasciato. Nonostante ciò, rimane un forte sostenitore della libertà digitale e della protezione dei dati degli utenti contro controlli governativi e censura.

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