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Stop all'inchiesta francese sulle cause del genocidio in Rwanda

Stop all'inchiesta francese sulle cause del genocidio in Rwanda
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Reuters
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I rottami del Falcon 50 abbattuto nell'aprile 1994 mentre era in avvicinamento all'aeroporto di Kigali escono dal perimetro dell'inchiesta che a Parigi avrebbe potuto incriminare i mandanti del genocidio in Rwanda. A bordo c'era il presidente del Rwanda di allora Juvenal Habyarimana di etnia Hutu.

I giudici francesi incaricati dell'indagine sull'attentato hanno respinto la prospettiva di un processo su questo episodio che innescò lo sterminio tra gli 800mila e il milione di ruandesi.

Il presidente Kagame scagionato

Risulterebbe quindi scagionato insieme ai suoi sodali il presidente ruandese Paul Kagame, che aveva rischiato di finire davanti alla corte d'assise.

I rapporti fra Kigali e Parigi sono stati a lungo pessimi. Per la Francia Kagame, all’epoca leader dei miliziani tutsi del fronte patriottico ruandese, poi diventato un partito, poteva essere il vero mandante dell'abbattimento dell'aereo.

L'ONU non si mosse

Che le Nazioni Unite nulla fecero per impedire il genocidio è un fatto accertato. In poche settimane più di 2 milioni di hutu dovettero fuggire. Il genocidio ruandese mise in moto una concatenazione di eventi di cui i più eclatanti furono il crollo del regime del presidente Mobutu Sese Seko, e la perenne guerra civile nello Zaire.

I tanti cascami del conflitto

Il conflitto arrivò a coinvolgere molti altri paesi africani, perlopiù sul piano militare, e si collegò ad altre guerre in corso in Angola, in Burundi e in Sudan.