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Dai gilets jaunes ai Forconi: a Roma il meeting degli 'arrabbiati' d'Europa

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Dai gilets jaunes ai Forconi: a Roma il meeting degli 'arrabbiati' d'Europa

Dai gilets jaunes ai Forconi: a Roma il meeting degli 'arrabbiati' d'Europa
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Non solo Francia. Tentativi di imitazione dei gilet jaune ci sono stati anche in Spagna, Belgio, Italia e Germania. Movimenti spontanei, senza un vero coordinamento o a volte politicizzati, come nel caso della manifestazione berlinese sponsorizzata dall’estrema destra di Pegida.

Resteranno gruppi isolati? Forse no. A data da stabilirsi ma prima della fine dell’anno, infatti, si terrà a Roma una riunione di movimenti sovranisti con i gilet jaune. Parliamo dei più euroscettici tra i sovranisti, di coloro che considerano moderati i 'sovranisti di governo' alla Luigi Di Maio.

Di incontrarsi presto di nuovo è stato deciso durante una riunione a Barcellona il 2 dicembre. Riunione a cui erano presenti gli spagnoli del movimento Salir de l'euro, (vicini a Izquierda Unida e Podemos), i francesi di ParDem (il partito per la demondializzazione), la sinistra austriaca di euroexit.org, i greci di Unità popolare (Laikì Enotita) e gli italiani del Movimento di Liberazione Popolare - Programma 101.

Daniela Di Marco del Movimento di Liberazione Popolare - Programma 101, ha partecipato al meeting di Barcellona e lavora all’evento romano, a cui ha invitato anche i Forconi.

Uno dei leader storici di questo movimento, Mariano Ferro, ha accettato di buon grado l'invito alla piccola internazionale, sentendosi vicino ai gilet jaune perché "Ogni cosa che fa il popolo, tanto in Francia quanto in Italia - dice - è a causa del malessere che c'è".

“Quello di Roma sarà un meeting della sinistra sovranista antieuro”, spiega Daniela Di Marco a cui domandiamo di spiegare meglio le ragioni del movimento.

Un’apertura di campagna elettorale per le europee?

“Alle europee probabilmente opteremo per l’astensione”.

Politicamente come vi ponete, in Italia?

“Sostegno critico a questo governo appoggio che condizioniamo alla sua capacità di farla davvero finita con le politiche austeritarie. Prima molti sostenevano il M5s ma alle ultime elezioni come Movimento di Liberazione Popolare, abbiamo lasciato tutti liberi perché il M5s non era più sufficientemente antieuropeista e alcuni di noi hanno votato per M5s, altri per la sinistra antiliberista”.

Lei dice che siete sinistra antieuropeista ma poi invita i Forconi, dove ampie frange tendono a destra, a unirvi a voi, perché?

“Perché tutti abbiamo la stessa rabbia. Siamo uniti contro l’austerità. Siamo popolo e dentro il popolo c’è molto, anche tante contraddizioni”.

Quali i punti in comune con i gilet jaune? Qual è il senso di una rete europea?

“Tutti siamo contro la casta neoliberista, l’oligarchia liberista che governa nell’Unione europea a discapito del popolo lavoratore. Noi siamo sinistra patriottica perché i Paesi sono sotto l’attacco del neoliberismo”.

Parole sentite fin dai tempi del movimento no-global che nonostante la sua imponenza e maggiore omogeneità è scomparso e riapparso come un fiume carsico.

Oggi alle istanze anti-liberiste e anti-oligarchiche, si aggiunge la spinta sovranista che affascina tanto l'estrema destra quanto l'estrema sinistra, sebbene con riferimenti diversi.

Contraddizione? Forse, ma le contraddizioni, si sa, fanno parte del popolo.