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Rapporto Ocse sulla salute in Europa: 19 cose da sapere

Rapporto Ocse sulla salute in Europa: 19 cose da sapere
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L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha pubblicato recentemente il report 'Health at a Glance Europe 2018', la relazione annuale sullo stato di salute dei cittadini dell'Unione e delle prestazioni dei sistemi sanitari nei 28 stati Ue, nei 5 paesi candidati e nei 3 paesi dell’Associazione europea di libero scambio.

Ecco i punti principali del documento:

  • Persistono grandi disparità nell'aspettativa di vita non solo per sesso, ma anche per status socio-economico;
  • Le esigenze sanitarie non soddisfatte sono generalmente basse nei paesi dell'Ue, ma le famiglie a basso reddito sono cinque volte più propense a segnalare esigenze non soddisfatte rispetto alle famiglie ad alto reddito;
  • Dal 2011 l'aumento dell'aspettativa di vita è rallentato notevolmente;
  • Dati provenienti da diversi paesi suggeriscono che fino a un quinto della spesa sanitaria è male utilizzato. Lo spreco di risorse economiche è considerato uno dei problemi maggiori;
  • Si stima che 790mila persone nei paesi dell'Ue siano morte prematuramente nel 2016 a causa del fumo, del consumo nocivo di alcol, di diete non sane e della mancanza di attività fisica;
  • Più di 1,2 milioni di decessi avrebbero potuto essere evitati nei paesi dell'Ue nel 2015 con migliori politiche sanitarie pubbliche o con un'assistenza sanitaria più efficace e tempestiva;
  • Più di una persona su sei nei paesi dell'Ue ha un problema di salute mentale;
  • La depressione cronica è segnalata più spesso dalle donne e aumenta con l'età nei paesi dell'Ue;
  • Spagna, Francia e Italia occupano le prime tre posizioni nella graduatoria relativa agli 'anni di vita in buona salute alla nascita'. Le donne in Italia vivono fino a 85,6 anni, gli uomini fino a 81 anni. Ma vivranno rispettivamente il 21% e il 17% della loro vita con "limitazione dell'attività";
L'aspettativa di vita in condizioni di buona salute alla nascita
  • Svezia e Malta i paesi in cui si vive meglio dopo i 65 anni. L'aspettativa di vita è inferiore rispetto a Francia, Spagna o Italia, ma le persone vivono la maggior parte dei loro anni in buona salute;
L'aspettativa di vita in condizioni di buona salute a 65 anni
  • Spesa farmaceutica (al dettaglio) pro capite e in percentuale della spesa sanitaria (dati relativi al 2016);
La spesa farmaceutica pro-capite nel 2016
  • La Germania, il Belgio e l'Irlanda sono i Paesi in cui si spende di più per i medicinali (quasi 600 euro pro-capite all'anno). Danimarca, Romania e Polonia spendono meno, ma lo Stato contribuisce meno;
  • Percezione dello stato di salute: irlandesi (83%), ciprioti (79%) e olandesi (76%) si sentono in buona salute rispetto ai lituani (43%), lettoni (47%) e portoghesi (48%);
  • Ungheria, Irlanda e Danimarca sono i Paesi con il più alto tasso di incidenza del cancro. Austria, Bulgaria e Romania quelli con il più basso;
  • Il diabete è cresciuto in modo significativo: nel 2000 erano 18,3 milioni le persone colpite, oggi sono 32,7 milioni. I Paesi con più casi sono il Portogallo (9,9% degli adulti), la Romania (9,5%) e Malta (9%);

  • I decessi nell'Europa orientale dovuti all'inquinamento sono quasi 3 volte superiori a quelli della maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale;

Morti dovute all'esposizione a PM2.5
  • L'Italia ha il tasso di natalità più basso con 7,8 nascite ogni 1000 abitanti. Il tasso di natalità è in diminuzione nella maggior parte dei Paesi. La diminuzione è minore in Irlanda (da 21,5 nascite ogni 1000 abitanti nel 1960 a 13,4 ogni 1000 nel 2016) e in Turchia (da 21,1 nascite ogni 1000 abitanti nel 2000 a 16,5 ogni 1000 nel 2016);
  • Negli ultimi 10 anni la percentuale di fumatori tra gli adulti è in calo nella maggior parte dei Paesi. E' stabile in Bulgaria, Cipro, Croazia, Malta o Slovenia, mentre è aumentata in Austria e in Slovacchia;
Variazione nella percentuale di fumatori 2000-2016
  • Il consumo di alcool è generalmente in calo o stabile dal 2006 ad eccezione di Lettonia, Bulgaria, Polonia e Svezia;
  • I giovani francesi (17%), italiani (15%) e spagnoli (14%) di 15-16 anni sono i più probabili consumatori di cannabis negli ultimi 30 giorni.
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