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Gioco pericoloso nel mar d'Azov

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Gioco pericoloso nel mar d'Azov

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E' un gioco pericoloso quello che si sta svolgendo nel Mar d'Azov, dove domenica la marina russa ha attaccato e sequestrato alcune navi ucraine, accusate di entrare illegalmente in acque russe. NATO e dell'Unione Europea che hanno condannato l'azione dei russi e invitato a cessare le provocazioni.

La Russia ha chiuso lo stretto di Kerch al il traffico marittimo, posizionando una grande nave sotto il ponte che lo attraversa. Il passaggio è stato riaperto lunedì. A due navi della guardia costiera ucraine è stato impedito di entrare nel Mar d' Azov. L'ambasciatore della Russia presso l'UE spiega la presenza navale nell'area.

"Per ragioni geologiche, il passaggio verso il mare di Azov attraverso il canale di Kerch-Yenikale è difficile- spiega Vladimir Chizov-. Si tratta di un canale è stretto che deve essere regolarmente approfondito. Ecco perché le navi lo salpano in convogli scortati dal navi della guardia costiera della Russia".

La marina russa, inoltre, ha sottoposto a ispezione 150 navi in partenza e in uscita dai porti ucraini, rallentando il traffico merci. Per Bruno Lete, del German Marshall Fund si tratta di una violazione del diritto internazionale.

"Dovrebbe essere fatto secondo il diritto internazionale, in coordinamento con altri paesi che utilizzando questo passaggio. La Russia si sarebbe dovuta coordinare almeno con l'Ucraina per imbarcarsi su quelle navi e ispezionarle o per aiutare quelle navi a passare lo stretto. La Russia non ha fatto nulla di ciò".

Dopo l'annessione illegale della Crimea da parte della Russia nel 2014, le tensioni tra Mosca e Kiev si sono concentrate in questa regione del Mar Nero, le cui acque sono legalmente riconosciute come condivise dai due paesi.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha per tutta risposta invocato la legge marziale, che verrà applicata dal 26 novembre al 25 gennaio 2019. La decisione appare insolita, in quanto l'Ucraina non ha mai adottato la legge marziale, nemmeno quando Mosca si è impossessata della Crimea. Tantomeno il presidente ucraino ha imposto la legge marziale a fronte del conflitto che continua a provocare morti in Ucraina orientale, dove le forze governative si scontrano con i separatisti filorussi.

Satvolta, pero', è diverso: mancano solo pochi mesi alle elezioni presidenziali, previste per marzo e la popolarità del presidente Poroshenko è molto bassa, stando ai sondaggi.

Imporre la legge marziale significherebbe maggiore controllo dello Stato sulla vita pubblica, sulla giustizia e in generale maggiore repressione e restrizione dei diritti.