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Ucraina: separatisti al voto che nessuno riconosce

Ucraina: separatisti al voto che nessuno riconosce
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Abbandonate da Mosca e rinnegate da Kiev, le due autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk votano in delle elezioni che Ucraina, Stati Uniti e Unione europea considerano come illegittime.

Gli accordi di Minsk del 2015 prevedono che le elezioni siano organizzate in accordo con le autorità ucraine. Donetsk e Luhansk sostengono che il voto è necessario per evitare un vuoto di potere, dopo l'uccisione - lo scorso agosto - del presidente della Repubblica popolare di Donetsk Aleksandr Zakharchenko.

"Questo voto non è in contraddizione con gli accordi di Minsk - dice Leonid Pasechnik, leader dell'auto-proclamata Repubblica di Luhansk - Siamo una repubblica libera, un paese libero. Secondo la nostra legge, la costituzione della Repubblica Popolare di Luhansk, queste elezioni si devono tenere".

La guerra nell'est dell'Ucraina ha provocato 10mila morti e altri due soldati ucraini sono stati uccisi alla vigilia di questo voto.

Per Mosca, le elezioni non hanno nulla a che fare con le misure previste dagli accordi di Minsk, mentre il ministero degli Esteri di Kiev denuncia azioni illegittime da parte della Russia.

"Queste elezioni non saranno riconosciute da nessuno. Non rispettano la legge ucraina - ribadisce il Presidente Petro Poroshenko - Si svolgono sotto la minaccia di armi da fuoco e delle mitragliatrici russe in un territorio occupato. È una situazione totalmente inappropriata. Non vengono garantite le condizioni di sicurezza".

L'Unione europea sollecita Mosca a "fare uso della sua influenza sui separatisti" per assicurare l'attuazione veloce degli accordi di Minsk "a partire da un cessate il fuoco completo e dal ritiro delle armi pesanti".