Caso Khashoggi: la "trappola" dell'Arabia Saudita

Caso Khashoggi: la "trappola" dell'Arabia Saudita
Di Euronews
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Secondo un'inchiesta di NBC, Riad avrebbe fatto di tutto per far tornare il giornalista in patria. Ma lui, come sostengono i suoi amici, aveva paura si trattasse di una trappola

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Mesi prima di essere ucciso, Jamal Khashoggi ha incontrato uno dei fratelli del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Secondo NBC, lo scorso inverno l'amasciatore saudita a New York, il principe Khalid bin Salman, avrebbe invitato il giornalista nel suo ufficio, come ci spiega Josh Lederman, giornalista politico del canale americano: "Gli ufficiali sauditi facevano di tutto per attirare con l'inganno Khashoggi in Arabia Saudita: prima di tutto ammaliandolo, dicendogli che sarebbe stato il benvenuto se fosse ritornato nel Regno. E dopo con dei mezzi più energici, per così dire. E sappiamo come è andata a finire".

Gli amici di Khashoggi raccontano che Riad avrebbe provato a convincere il cronista, offredongli un posto presso la Corte Reale saudita.

"Secondo i suoi amici, non era convinto che serabbe stato sicuro ritornare a Riad", dichiara ai nostri microfoni Lederman. "Pensava, a dire il vero, che si trattasse di una trappola, che sarebbe stato portato in Arabia Saudia, imprigionato per sempre o, peggio ancora, che l'avrebbero fatto sparire. E' per questo che aveva rifiutato l'offerta di un posto alla Corte Reale e che aveva deciso di restare all'estero".

L'Arabia Saudita, dal canto suo, ha ammesso di aver provato a convincere Khashoggi a rientrare a Riad.

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