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Romania: referendum contro i matrimoni gay

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Romania: referendum contro i matrimoni gay

Romania: referendum contro i matrimoni gay
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Questo fine settimana in Romania si tiene un referendum per modificare la Costituzione del paese e restringere la definizione di famiglia al matrimonio tra un uomo e una donna. Il referendum, che per essere valido dovrà far registrare un’affluenza di almeno il 30% degli aventi diritto, è stato appoggiato dal partito al governo, il Partito socialdemocratico, di centrosinistra: l’obiettivo è rendere più difficile in futuro la legalizzazione dei matrimoni gay.

Il referendum è stato appoggiato dalla Chiesa ortodossa e nel paese i cristiani ortodossi sono oltre l’80 per cento della popolazione. Ha ricevuto anche grande sostegno da quasi tutte le forze politiche nazionali, a eccezione del partito Unione Salva Romania, nato nel 2015 per combattere la corruzione e formato sia da parlamentari progressisti che conservatori, e del presidente rumeno Klaus Iohannis, centrista e contrario agli estremismi religiosi.

Alcuni come questo attivista si dicono scoccatidai diritti che hanno le coppie gay, come quello di adottare dei bambini. Per le opposizioni rumene, il governo ha appoggiato il referendum per deviare l’attenzione degli elettori dai suoi molti guai interni, per esempio le accuse di corruzione e di limitazione dello stato di diritto.

Le associazioni LGBT da mesi protestano contro il referendum che se raggiungerà il quorum potrebbe passare.