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Paesi Bassi, arrestati sette estremisti: torna l'incubo-Van Gogh

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Paesi Bassi, arrestati sette estremisti: torna l'incubo-Van Gogh

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Sette terroristi arrestati

ARNHEM (PAESI BASSI) - Sventato un attentato terroristico nei Paesi Bassi, Dopo indagini durate mesi, la polizia olandese ha arrestato sette persone con l'accusa di aver progettato un attacco su grande scala, probabilmente ad Amsterdam.

Degli arrestati, di età compresa tra i 21 e i 34 anni, tre di loro - compreso il capo del commando, un iracheno - hanno precedenti condanne per tentativi di unirsi all'Isis in Siria e in Iraq.

Gli arresti sono stati compiuti nelle città di Arnhen e Weert, quest'ultima vicino al confine con Germania e Belgio.

Dutch Police
Un momento degli arrestiDutch Police

"Volevano fare molte vittime"

Secondo la Procura di Rotterdam che indaga, i sette estremisti volevano compiere una strage in occasione di un grande evento, con cinture esplosive e fucili d'assalto AK-47, i famigerati kalashnikov.

La Procura ha dichiarato che uno degli uomini voleva "fare molte vittime".
Non ancora individuato l'obiettivo dell'attentato sventato.
I sette arrestati compariranno questo venerdì in tribunale a Rotterdam.

La Polizia olandese pattuglia le strade di Arnhem.

Il precedente di Theo Van Gogh

L'unico precedente terroristico nei Paesi Bassi ci riporta al 2 novembre 2004: il regista olandese Theo Van Gogh fu assassinato da un immigrato marocchino.

Van Gogh, nipote del celebre pittore, aveva girato un film, "Submission", che denunciava i soprusi cui devono sottostare le donne musulmane, e subito dopo aveva ricevuto minacce di morte, mentre contro il film si erano espressi molti esponenti musulmani dei Paesi Bassi.

Mohammed Bouyeri, l'immigrato marocchino che lo ha massacrato a colpi di coltello e di pistola, fu condannato pochi mesi dopo al carcere a vita.

Nell’'annunciare il verdetto, il presidente della Corte, Udo Willem Bentick, aveva spiegato che l’assassino "ha agito con intento terroristico, ha ucciso senza alcuna pietà e non ha poi manifestato il benché minimo segno di pentimento. L’omicida - ha proseguito Bentick - ha provocato nella società olandese un’'ondata di paura e di insicurezza trucidando con brutalità Theo Van Gogh".

Bouyeri pagherà con l'ergastolo non solo l'’infamia di un omicidio bestiale, ma anche l'’offesa arrecata a un intero popolo.
Fedele al suo personaggio, per metà bruto e per metà gelido, il ventisettenne marocchino quel giorno ha accolto il verdetto rimanendo impassibile e non ha degnato di uno sguardo la ventina tra parenti e amici della sua vittima che ieri erano presenti in aula.

Nella sua confessione, il killer ammise di aver compiuto l’omicidio "per convinzione e in nome della religione, e non perché lui era olandese e io marocchino o perché io mi sia sentito insultato. Esiste una legge - aveva aggiunto gelidamente, ribadendo di non volersi difendere in tribunale - che mi obbliga a tagliare la testa a chi insulta il Profeta. E sarei pronto a rifare la stessa cosa".