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Erdogan, il pastore e la lira che crolla

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Erdogan, il pastore e la lira che crolla

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Non se lo aspettava probabilmente Recep Tayyip Erdogan di trovarsi in un ginepraio diplomatico a causa di un semplice pastore evangelico. Si tratta di Andrew Brunson, cittadino americano da 23 anni in Turchia. È accusato di aver partecipato al colpo di stato del 2016, ma alcuni osservatori ritegono che sia solo una pedina di scambio per arrivare al grande nemico del presidente turco: Fetullah Gülen. È l'oppositore dell'uomo forte di Ankara e vive da anni rifugiato negli Usa, con Washington che rifiuta l'estradizione.

Erdogan ha fatto la voce grossa affermando che: "nessuno riuscirà a minacciarci attraverso l'economia, gli scambi commerciali, i tassi d'interesse o l'inflazione, ma le cose stanno in modo un po' diverso. È vero che il primo partner commerciale di Ankara è l'Europa e non gli Usa, ma è anche vero che il crollo della lira sui mercati ha avuto ricadute pesantissime nella quotidianità dei turchi con un'impennata dei prezzi al consumo. Resta da vedere quale e quanta sarà la pazienza della popolazione.