Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

L'Iran minaccia gli Usa e chiude lo Stretto di Hormuz per un'esercitazione militare

Ali Khamenei
Ali Khamenei Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di یورونیوز فارسی
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

L'Iran ha temporaneamente chiuso lo Stretto di Hormuz per esercitazioni martedì, mentre le tensioni con gli Stati Uniti si intensificano, nonostante i nuovi colloqui sul nucleare a Ginevra cerchino di evitare un conflitto aperto

L'Iran ha intensificato gli avvertimenti agli Stati Uniti riguardo alla presenza militare di Washington nella regione.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Teheran ha dichiarato che chiuderà lo Stretto di Hormuz per diverse ore per svolgere esercitazioni militari dal vivo.

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane (Irgc) ha avviato un'esercitazione lunedì mattina presto nello Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman, tutte rotte marittime internazionali cruciali.

È la seconda volta nelle ultime settimane che l'Iran effettua un'esercitazione nello Stretto di Hormuz.

Tuttavia, è la prima volta che l'Iran chiude il corridoio marittimo da quando gli Stati Uniti hanno minacciato Teheran con un'azione militare.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente affermato che sta valutando un intervento in risposta alla repressione sanguinosa delle proteste nel Paese, nonché per esercitare pressioni sull'Iran affinché limiti il suo programma nucleare, che secondo Washington mira alla produzione di armi di distruzione di massa.

La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno dispiegato la loro portaerei più avanzata, la Uss Gerald Ford, in Medio Oriente per unirsi a un'altra portaerei già presente nella regione, esercitando ulteriori pressioni su Teheran affinché scenda a patti con Washington.

L'Iran, che sostiene che il suo programma nucleare abbia esclusivamente scopi civili, ha risposto che avrebbe reagito agli Stati Uniti con un attacco.

"Naturalmente una nave da guerra è un apparato pericoloso, ma più pericolosa della nave da guerra è l'arma che può affondarla nelle profondità del mare", ha detto l'ayatollah Ali Khamenei, secondo la televisione di Stato iraniana.

Conclusa la seconda tornata di colloqui

Nel frattempo, martedì Washington e Teheran hanno concluso a Ginevra il secondo round di negoziati sul programma nucleare iraniano.

La televisione di Stato iraniana aveva precedentemente riferito che i negoziati indiretti si sarebbero concentrati sul programma nucleare iraniano, non sulla politica interna del Paese o sulla sanguinosa repressione dei manifestanti avvenuta all'inizio di quest'anno.

Le proteste sono iniziate il 28 dicembre 2025, innescate dal crollo della valuta e dalla persistente iperinflazione, ma si sono rapidamente trasformate in manifestazioni antiregime a livello nazionale, provocando la violenta repressione di Teheran e un completo blocco delle informazioni.

Le organizzazioni per i diritti umani e gli addetti ai lavori in Iran hanno riferito che sono state uccise tra le seimila e le 30mila persone, anche se rimane difficile fornire cifre precise sulle vittime.

Le autorità hanno anche arrestato decine di migliaia di persone in tutto il Paese.

A metà gennaio, il presidente degli Stati Uniti ha esortato gli iraniani a continuare a protestare e ha detto che "gli aiuti stanno arrivando".

Tuttavia, Trump ha rinviato un intervento in seguito alla ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e a quella che Washington ha definito una promessa da parte di Teheran di porre fine alla repressione, comprese le esecuzioni dei manifestanti arrestati.

Il primo round di colloqui si è tenuto in Oman all'inizio di questo mese.

Parlando ai giornalisti lunedì sera a bordo dell'Air Force One in viaggio verso Washington, Trump ha detto che intendeva partecipare ai colloqui di martedì, almeno indirettamente.

"Penso che vogliano raggiungere un accordo. Non credo che vogliano subire le conseguenze di un mancato accordo", ha detto.

Lunedì, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che guida la delegazione iraniana nei negoziati, ha incontrato a Ginevra il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per il controllo nucleare.

"Sono a Ginevra con idee concrete per raggiungere un accordo giusto ed equo", ha scritto Araghchi su X. "Ciò che non è sul tavolo: la sottomissione alle minacce".

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Terminati colloqui Usa-Iran, ministro Araghchi: "Aperta una nuova finestra di opportunità"

Dopo le proteste, l’Iran entra in una fase critica: gli scenari sul tavolo

Trump dice che un cambio di potere in Iran "sarebbe la cosa migliore"