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"Internazionale" del sabotaggio: le reti radicali italo‑francesi colpiscono i binari

Stazione ferroviaria di Milano
Stazione ferroviaria di Milano Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
Pubblicato il
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Aumento record degli atti di sabotaggio sulle linee ferroviarie italiane: analisi della ribellione antisistema e del suo impatto sulla mobilità nazionale

Colpire i binari significa colpire il sistema. Il blocco coordinato delle linee ferroviarie ad Alta Velocità in Italia è un déjà-vu: un atto mirato che espone la fragilità strutturale della mobilità nazionale proprio mentre il Paese ospita eventi di rilevanza internazionale.

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Il sabotaggio registrato nel febbraio 2026 - con cavi incendiati, ordigni rudimentali e centraline danneggiate su tratte come Bologna-Padova e Bologna-Ancona - ha causato ritardi e cancellazioni per decine di migliaia di passeggeri e ha portato all’apertura di indagini giudiziarie.

Le rivendicazioni appaiono sui blog e sui canali di controinformazione anarchica come La Nemesi e Sottobosko, che attribuiscono esplicitamente gli attacchi alla protesta contro le Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 e allo “spettacolo del capitale”. In molti messaggi, la dialettica richiama formule e parole d’antan: anticapitalismo, autodifesa, sabotaggio come linguaggio politico.

La conoscenza operativa dei nodi critici - pozzetti, cablaggi, segnalamento - si combina con l’intento dichiarato di incrinare l’immagine di efficienza e controllo dello Stato.

L’asse transalpino della protesta: il modello Parigi 2024

Le analisi investigative delineano una trama sempre più interconnessa tra ambienti radicali italiani e francesi. Diversi messaggi di rivendicazione e prese di posizione fanno riferimento alle azioni che hanno accompagnato le Olimpiadi di Parigi 2024, percepite come modello operativo.

Gruppi anarchici e piattaforme digitali evocano quegli episodi in termini di “sabotaggio come metodo” per colpire infrastrutture strategiche e simboliche, con riferimenti a gruppi e contatti transfrontalieri che avrebbero reso possibile lo scambio di tecniche e idee tra militanti.

Mappa del dissenso: sigle, piattaforme e rivendicazioni

Il monitoraggio delle piattaforme digitali restituisce nomi e narrazioni precise. La Nemesi pubblica rivendicazioni in cui si parla - con linguaggio anticapitalista - di “azione contro lo spettacolo olimpico” e di solidarietà con altre lotte ribelli, accusando partner ufficiali dei Giochi come grandi gruppi industriali di speculare sulla guerra e sull’energia.

Sottobosko.noblogs, dal canto suo, ha diffuso post sotto il titolo simbolico “Fuoco alle Olimpiadi”, sostenendo e legittimando operazioni mirate alle linee ferroviarie e richiamando all’“autodifesa e alla decentralizzazione del conflitto”.

Queste piattaforme non sono semplici cronache: sono vettori ideologici che trasformano le azioni materiali in messaggi politici. In passato, La Nemesi aveva già pubblicato rivendicazioni di sabotaggi ferroviari in solidarietà con figure militanti come l'anarchico in carcere 41 bis, Alfredo Cospito, legando queste pratiche a campagne più ampie contro il regime detentivo speciale italiano (art. 41-bis dell'Ordinamento Penitenziario).

La nuova ribellione antisistema: oltre il sabotaggio dei treni

Questo scenario non nasce nel vuoto. Episodi recenti - dalle grandi manifestazioni contro le Olimpiadi a scontri in cortei per il mantenimento di spazi sociali come il centro **Askatasuna**di Torino, fino alle proteste contro decreti di sicurezza e infrastrutture come la linea ferroviaria Torino–Lione - hanno contribuito a irrigidire il clima di confronto sociale. Tali momenti non sono isolati, ma parte di una storia di tensioni tra frange antagoniste e istituzioni, che in passato si sono tradotte in blocchi di cantieri, occupazioni e talvolta in azioni di disturbo.

Parallelamente, la narrativa dei sabotaggi stessi - descritti come “sabotaggi contro il capitale globale e il tecnocontrollo statale” - si inserisce in una sequenza che ha alimentato la percezione di un’escalation conflittuale tra istituzioni e frange radicali.

In questo contesto, la ribellione antisistema si nutre di un accumulo di fattori: sfiducia verso le istituzioni, radicalizzazione del linguaggio politico, polarizzazione sulla gestione dell’ordine pubblico e simbolizzazione dei grandi eventi come bersagli privilegiati.

In questa cornice, il sabotaggio non appare soltanto come azione tecnica: diventa linguaggio politico, segnale di rottura e tentativo di ridefinire - attraverso la conflittualità - il terreno stesso del confronto sociale.

La risposta delle forze dell'ordine

Droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l’impiego dell’intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security–Forze dell’ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell’Alta Velocità.

Sono alcune delle misure analizzate, dopo i recenti episodi di danneggiamento, dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, e illustrate a Euronews dal Commissario Capo Sofia Pierini, responsabile della sala operativa interforze che ha sede a Belluno

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane.

Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull’intera rete, insieme al potenziamento del programma “Stazioni Sicure” nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

Aumento dei casi e cronologia degli episodi (2025-2026)

Dal 2025 si osserva un aumento significativo degli atti di sabotaggio ferroviario in Italia, come confermano i dati ufficiali: 49 casi sono stati registrati nel 2025, contro 9 nel 2024 e nessuno nel 2023, con un incremento di oltre +440 per cento in un solo anno, secondo fonti del ministero dell’Interno.

Questo salto numerico evidenzia non un’anomalia statistica ma una tendenza in crescita, inserita in un contesto di tensioni sociali e politiche più ampie.

15 gennaio 2025 - Roma: disservizi e guasti sospetti sulle linee principali, con indagini della Digos su possibili azioni dolose legate ad ambienti antagonisti.

31 gennaio 2026 -Torino: manifestazioni contro politiche governative e l’evizione del centro sociale Askatasuna, con scontri tra polizia e manifestanti e rafforzamento della tensione pre‑olimpica.

7 febbraio 2026 - Bologna‑Pesaro: una serie di sabotaggi coordinati su cavi, centraline e segnalamento ferroviario causa ritardi fino a 2,5 ore; la Digos e la polizia giudiziaria aprono indagini per terrorismo dei trasporti.

9 febbraio 2026 - Rivendicazioni digitali: gruppi anarchici e piattaforme di controinformazione pubblicano manifesti che legittimano il sabotaggio come “azione politica contro il capitale globale e il tecnocontrollo statale” e invitano a decentralizzare il conflitto.

11 febbraio 2026 - Bormio/Livigno: incendio doloso di cavi sulla linea Lecco‑Tirano, in linea con la sequenza di azioni già compiute nelle settimane precedenti.

14 febbraio 2026 - Roma‑Napoli e Roma‑Firenze: sospetti sabotaggi sulle linee AV principali, con ritardi fino a oltre 2 ore e indagini in corso per atti dolosi, mentre le autorità condannano tali azioni come “criminali” e rischiose per la sicurezza.

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