La petroliera Grinch ha lasciato le acque di Marsiglia, in Francia, dopo che la società proprietaria ha pagato una multa da "diversi milioni di euro", secondo quanto indicato dalle autorità transalpine
La Francia ha dichiarato martedì di aver rilasciato una petroliera sospettata di appartenere alla "flotta ombra" con la quale la Russia continua a esportare materie prime nonostante le sanzioni. La decisione è arrivata dopo che il proprietario dell'imbarcazione ha accettato di pagare una multa da milioni di euro.
Secondo le autorità della Francia la nave era salpata dal Nord della Russia
La nave, la Grinch, era stata sequestrata dalle forze armate francesi nel Mediterraneo il 22 gennaio scorso, proprio perché sospettata di trasportare petrolio in violazione delle sanzioni a carico della Russia. Secondo le autorità transalpine, era salpata da Murmansk, nel nord della Russia, e batteva una falsa bandiera delle Comore. Per questo, è stata dirottata e scortata verso la città di Marsiglia.
Martedì 17 febbraio, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che la Grinch è stata autorizzata a lasciare le acque della nazione europea, dopo aver appunto versato "diversi milioni di euro" e dopo "tre settimane di costoso fermo".
Il ministro degli Esteri francese: "Aggirare le sanzioni europee ha un prezzo"
"Aggirare le sanzioni europee ha un prezzo", ha scritto su X il responsabile della diplomazia di Parigi. "La Russia non potrà più finanziare impunemente la sua guerra attraverso una flotta fantasma al largo delle nostre coste".
Alla società proprietaria della nave è stato contestato l'uso non giustificato della bandiera. Inoltre, il capitano della nave - un cittadino indiano di 58 anni - è stato consegnato alle autorità giudiziarie a seguito del sequestro, secondo quanto indicato dalla giustizia francese. Nelle prossime settimane, sarà processato in quanto si sarebbe rifiutato di collaborare con le autorità.
Della flotta ombra russa farebbero parte oltre 400 navi
Si ritiene che la flotta ombra utilizzata dalla Russia consti ancora di oltre 400 navi. Diverse nazioni occidentali hanno promesso un giro di vite al fine di individuarle e bloccarle. Spesso si tratta di imbarcazioni e petroliere obsolete di proprietà di entità opache, con indirizzi formali in Paesi non soggetti a sanzioni e che battono bandiera di tali Paesi.
I governi alleati dell'Ucraina hanno nel corso del tempo sottoposto a sanzioni circa 640 navi, sperando di colpire le esportazioni russe. In particolare, negli ultimi mesi, le forze degli Stati Uniti hanno sequestrato una nave battente bandiera russa nell'Atlantico settentrionale.